Videoarmatori
Schianto
Sebbene fossero le cinque del pomeriggio, l’autostrada era semideserta. Ma dopo tutto, in pieno agosto, questo era più che normale. Nonostante lo scarso traffico, il furgoncino carico di munizioni procedeva a modesta velocità, non certo a causa delle capacità del mezzo, nè per la pericolosità del carico, ma solo perché i due autotrasportatori volevano godersi, una volta tanto, la strada libera all’ora di punta. La forse eccessiva prudenza di Hutch alla guida, dovuta certamente anche ad una comprensibile apatia estiva, fu tuttavia una vera fortuna per la buona riuscita delle riprese. Chiaramente la qualità dell’immagine non poteva essere delle migliori visto che il nastro utilizzato, un vecchio VHS di seconda scelta, era già alla terza o quarta incisione. Non avendo mai tempo per acquistarne di nuovi, Noel portava sempre con sè quel vecchio nastro contenente il battesimo del figlio e la vittoriosa finale degli ultimi mondiali di calcio.
Il velivolo fece improvvisamente capolino svettando sopra le chiome degli alberi che costeggiavano la carreggiata. La quota eccessivamente bassa dell’apparecchio fu ciò che insoppettì Noel e lo spinse a sacrificare i suoi piu’ cari ricordi. Il motore numero due aveva gia’ cominciato a dare i primi segni di cedimento. La lunga fiammata di cherosene raggiungeva ormai la ragguardevole lunghezza di trenta metri. Da quella distanza e soprattutto a quella bassissima quota l’accattivante linea della fusoliera seguita da quell’enorme lingua di fuoco ricordava vagamente quella di certi dragstore americani utilizzanti in gare di ipervelocità sulle spianate desertiche dell’Arizona. Poi la virata, ultimo disperato tentativo del pilota di evitare una tragedia annunciata.
Hutch, assopitosi alla guida, fu quasi accecato dall’intenso bagliore ed ebbe un improvviso sussulto che fece sbandare il veicolo. Fortunatamente in quel momento non sopraggiungeva nessuno e Noel potè continuare indisturbato le sue riprese. L’apparecchio si dirigeva ora al di fuori del centro abitato, segno che il pilota doveva ancora essere cosciente.
In pochi istanti la colonna di fumo si levò alta nel cielo.
Al primo svincolo Hutch svoltò deciso e si diresse verso gli studi televisivi. Almeno così avrebbero evitato il prevedibile ingorgo di autobotti ed ambulanze.
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