Ho firmato da pochi giorni un contratto con la Aletti Editore per la pubblicazione del mio libro di esordio dal titolo “Circo Barnard”, tratto dall’omonimo racconto.
Per ragioni di spazio il libro non potrà contenere tutti tutto il materiale da me finora prodotto i cui incipit sono visionabili nella sezione racconti di questo sito, ma solamente una selezione. Per l’esattezza verranno pubblicati: Circo Barnard, Alieni blasfemi, Ragazzi-bomba, Metronomica, Metronomica - La rivolta dei Mangianastri, Io voto Mathers e La città dei razzi.
I libro dovrebbe presumibilmente uscire nel prossimo autunno. Ovviamente vi terrò informati su tutte le iniziative promozionale che avranno luogo da settembre in poi.
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74 Responses to “Firmato contratto con Aletti editore”
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Fatto salvo il legittimo diritto di ciascun individuo sancito dalla Carta Costituzionale ad esprimere le proprie libere opinioni, non saranno tollerati in alcun modo contenuti che siano ritenuti lesivi nei confronti di terzi e in generale che si configurino come violanti di leggi vigenti o istiganti o apologetiche rispetto a qualsivoglia fattispecie di reato.
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come mai hai optato per Aletti vista la grande gamma di case editrici?
pubblichi a pagamento?
scusa la curiosità ma sono in cerca anche io di un editore e sono molto indeciso se optare per la vicinanza o per le proposte.
ciao, angelo
ciao Angelo,
come sempre per quel che concerne le questioni contrattuali ti rispondo in privato.
Paolo
Ciao, anch’io, come esordiente, ho ricevuto una proposta editoriale dalla Aletti per un mio racconto e la sto valutando. Ci si può fidare? Ti hanno dato garanzie di un sostegno concreto per la promozione e l’organizzazione di presentazioni? Grazie.
Ovviamente ci si puo’ fidare (altrimenti non mi sarei fidato io…).
Posso garantirti la loro massima serieta’.
Chiaramente non puoi aspettarti il “battage” pubblicitario che avresti da una casa editrice piu’ grande.
Tutto cio’ ha un costo non indifferente in denaro e ahime’ in Italia di mecenati non ne nascono piu’….
Per ulteriori delucidazioni non esitare a scrivermi in privato via mail.
Cmq in bocca al lupo !
ciao io ho appena pubblicato con Aletti il mio romanzo, ti volevo chiedere se effetivamente sono una buona casa editice o se poi evi fare tutto tu???
ciao
Diciamo che per una piccola casa editrice le due cose non son cosi poi in contraddizione tra di loro…
La pubblicità che ti fanno consiste nelle cose sottoscritte nel contratto (e ci mancherebbe altro) ma certamente devi anche metterci del tuo.
Cmq la distribuzione è nazionale e il libro è acquistabile su Internet il che e’ un buon inizio.
In ogni caso credo che il buon vecchio “passaparola” sia ancora la formula più valida per farsi pubblicità da parte di chi ancora è sconosciuto, anche se non devi sottovalutare la potenza della rete (mail, forum, chat, myspace, etc..) nel mettere in contatto le persone tra di loro.
Paolo
Niente illusioni. La Aletti non è una casa editrice seria, sono solo un gruppo di furboni che hanno trovato il modo di fare soldi facili: sfruttando il sogno di molti….
annabella, mi fai preoccupare, anchea me hanno fatto una proposta… hai avuto esperienze negative? posso sapere quali? tx
Ciao.
Anche io ho ricevuto una proposta dalla Aletti Editore per una mia raccolta di poesie intitolata “L’apnèa dei 22. Rincalzi d’albe e scucite metafore”. Mi è sembrata una casa editrice corretta e professionale. Per lo meno io per ora mi ci trovo bene.
Volevo sapere solo se secondo te ci credono in quello che pubblicano (se lo leggono) o se mettono sul mercato chiunque…
Ciao,
M.A.
Sono arrivato a questo sito per caso e mi permetto di intervenire nella discussione su Aletti. Anche io ho pubblicato con Aletti e in tutta onestà quando mi è stata fatta l’offerta mi sono trovato ad analizzare gli stessi dubbi che ho letto qui. Ho preso anche qualche informazione. Bisogna partire dal presupposto che occorre dimenticarsi di scene da film in cui uno sconosciuto arriva al successo con la bacchetta magica: non è realtà, le case editrici sono una marea, adesso ci sono anche le pubblicazioni in rete… E soprattutto gli Editori puntano al profitto, quindi preferiscono il prodotto di un personaggio famoso che non sia scrittore ma che tiri piuttosto che un bravo scrittore sconosciuto che non se lo filerebbe nessuno. Inoltre le piccole case diditrici devono fare i conti con una vera e propria jungla. In questo panorama, Aletti è sicuramente un editore migliore di tanti: dà a degli emeriti sconosciuti una chance ed inoltre ornisce precise garanzie (pubblicità su internet, codice ISBN, diritti d’autore, ecc.)
Logicamente nessuno fa l’arte per rimetterci anche perchè occorre fare i conti con le proprie possibilità finanziarie. Sapete che Feltrinelli prende il 60% del prezzo di copertina su ogni opera che espone? A questo aggiungete le spese di gestione… quindi se un editore come Aletti chiede l’acquisto di copie (in numero limitato in realtà, rispetto ad altri) lo fa per rientrare degli esborsi, non fallire e soprattutto mantenere la sua linea politica che consente a tanti sconosciuti da continuare ad avere un sogno e perchè no, realizzarlo.
Poi è ovvio che chi è all’inizio debba promuoversi anche da solo: perchè mai la gente dovrebbe comprare il prodotto di uno sconosciuto se non c’è qualcosa che li invoglia? La pubblicvità su vasta scala è roba per Editori colossi, le spese sono enormi, un piccolo editore non se lo può permettere senza fallire.
E’ da qualche mese ormai che visito diversi blog dove si tratti il problema dell’editoria attuale.In particolare come -ho scoperto da me-moltissimi autori(o presunti tali)emergenti ,si trovino ad avere proposte editoriali da case editrici a pagamento.Parlo di piccole case editrici naturalmente come :il filo,kimerik,aletti…ed altre .Tutte chiedono una notevole somma di denaro.Io stessa ne ho ricevute gia 4 di proposte a pagamento.E non ho ancora accettato nessuna di tali proposte.La motivazione è duplice.Da una parte ho messo in discussione la mia stessa capacita’ nello scrivere e mi son da subito stupita da risposte positive in breve tempo di tali case.Insomma confrontandomi con altre storie ,la sensazione che ho avuto è stata poco convincente.Troppe persone,troppe storie tutte non dissimili dalla mia.Spesso alcune case hanno la disonesta’ di mettere una sorta di concorso a scadenza,quando in realta’ celano solo una precisa richiesta di soldi per pubblicare,senza realmente aver valutato a fondo la effettiva bellezza e di un racconto o di alcune poesie a loro pervenute.Questo non puo’ non far discutere e riflettere.Non avete anche voi il sentore che tali case pubblichino quasi di tutto per averne un cospicuo guadagno in cambio di poco ?Per carita’ ognuno risulta credibile a se stesso .Ma ho persino letto un articolo dove ad una di tali case qualcuno ,mettendola alla prova,ha inviato stralci di grandi opere mescolate a canzoni di musica leggera.La risultante ,a dispetto della cultura e competenza editoriale di questa csa editrice,è stata l’ennesima proposta edtoriale a pagamento.E’ possibile ? insomma in cosa dimostrerebbe per esempio la Aletti,la sua serieta’?non è che forse stiamo sopravvalutando noi stessi per circa 1000 ,1200 ,2000 euro tolte dalle nostre tasche?Ve lo chiedo ,nsiosa di confrontarmi ancora e riceverne ..nuove (o vecchie )risposte.Grazie Rosa
Sono arrivata a questo dibattito per caso e mi permetto di intervenire. Anch’io ho un contratto con la Aletti e anch’io mi sono posta i dubbi che tutti (o quasi) voi vi state ponendo. La proposta di pubblicazione nel mio caso è arrivata a seguito di una selezione a cui ho partecipato. Quello che mi ha fatto ben sperare nel contratto sono stati i riferimenti alle copie che andranno alla biblioteca nazionale di firenze, a quella di castro pretorio e a quella dei beni culturali a Roma. Non mi sembra una cosa da poco!L’acquisto delle copie e il costo è sicuramente minore rispetto a tante altre case. Tra l’altro la distribuzione a livello nazionale e la recensione su Orizzonti(rivista che ho incontrato anche nella mia esperienza universitaria)sono motivi di conforto. Purtroppo dobbiamo metterci in testa che siamo degli sconosciuti e nessuno può permettersi un flop perchè l’editoria costa, per cui le case editrici devono logicamente avere le spalle coperte.
Ciao, anche io ho ricevuto proposte di pubblicazione da vari editori, tutti mi chiedono il pagamento di un bel numero di copie del mio stesso libro. Li ho scartati tutti,anche se sto ancora valutando l’offerta di Aletti, che sta per scadere, ma ancora non riesco a decidermi. Mi domando:se un editore accetta di pubblicare un’opera, non dovrebbe essere a causa del fatto che la ritiene valida? E se è un vero e bravo editore, allora non dovrebbe già essere in grado di riconoscere il valore di un’opera e quindi anche ipotizzare un certo successo, una certa vendibilità e sapere anche conme fare a portarla eventualmente al successo? Altrimenti non è un editore, ma solo un venditore di libri e c’è una bella differenza. Quelli che fanno pagare per pubblicare qualunque cosa, secondo me non si possono chiamare editori, ma soltanto commercianti che per di più sfruttano le speranze e forse le illusioni di chi spera di essere un bravo scrittore..e forse a volte lo è anche.In ogni caso, anche un venditore investe, sa cosa acquistare per rivenderlo, sa come valorizzare la merce con cui intende avere un guadagno. Quindi chi chiede soldi per pubblicarti un libro, oltre a non essere un editore capace, evidentemente non è neppure un capace venditore, ma solo uno che ti offre un servizio a pagamento e basta. E’ come andare da un sarto, pagare per farsi fare qualche bel un vestito e poi cercare di rivenderseli da soli per tentare almeno di rifarsi delle spese. Se poi ti conoscono come quello che ha tanti bei vestiti, tutto sommato te li sei pagati tu…Sbaglio?
Il tuo ragionamento non fa una piega, sia dal punto di visto teorico che pratico.
Come spesso ripeto ad altri che come te mi sollecitano su questo argomento è che la situazione della cultura in Italia è a dir poco raccapricciante il che non muove gli investimenti che sarebbero necessari per dare una smossa alla beneamata industria dell’intrattenimento.
Cmq non mi voglio ripetere con cose già dette e lascio a voi proseguire questa interessante discussione che vedo ha sempre maggiori “adepti”.
paolo
ho letto. non ho commenti da fare se non che ho piacere che ci sia così tanta gente a cui piace scrivere. insomma la scritura come terapia, l’editore, chiunque sia, queste cose le sa e fa il suo lavoro certo non gratis. l’importante che ci sia una corrispondenza tra quello che dice e quello che fa.
le altre sono illusioni forse che non tengono conto che la comunicazione è difficile, il mondo e il mercato sono complessi e affollati.
ciao a tutti
anch’io ho ricevuto una proprosta di pubblicazione a compartecipazione di spese e credo che un po’di soldi li dobbiamo anche cacciare per permettere che qualcuno, anche se fra noi scrittori in erba, riesca a leggere le nostre storie. A parte tutto sono felice di aver ricevuta la proposta, perché in un mondo dove va tutto storto qualcuno, anche se in cambio di qualche euro,vuole tentare di credere in te senza dover affogare lui. io ho provato a pubblicare da sola le mie poesie e credetemi fra carte autorizzazioni e stampe ci vuole proprio una fortuna, qui fa tutto la Aletti in cambio del pagamento di 70 copie non mi sembra un latrocinio! Buon lavoro e in bocca al lupo a tutti ciao Mari70
SAlve.ho vinto un concorso con Aletti Editore, la cui pubblicazione del libro d’esordio è prevista in questi giorni, dal titolo “TORMENTO” storie di periferie napoletane. Consapevole d’essere uno sconosciuto allo sbaraglio. Ho letto su questo sito con interesse giudizi e considerazioni di quanti in qualche modo hanno pubblicato, o come io sono nell’attesa di prima pubblicazione. Sconosciuto che casualmente con l’intento di partecipare ad un gioco,ha inviato un canovaccio di un testo ad Aletti. la quale dopo 45 giorni decide di proporre la pubblicazione dell’opera, e in allegato invia il contratto d’edizione.
il sentimento dominante dello sconosciuto e la sensazione di fragilità, è lo specchioin cui si riflette tutta la successione dell’io, la rincorsa tra timori, rischio, paura, dubbio, è questa la cosa più difficile, prendere una decisione, quando manca quella sorte di protezione rituale che fornisce assistenza e sostegno nell’affrontare la linea d’ombra, quello spazio intimo che da sconosciuto rivendica, nel quale ha diritto di cittadinanza dubbia,passione, incertezza. Superato questo spazio deve affrontare pericoli, prendere decisionii importanti, rischiare,avere paura dubitaRE,è questo il momento in cui viene la prova di qualità del carattere, e tutto quanto avuto dal rapporto con gli altri, bagaglio di conoscenze x valorizzare l’elemento formativo della realtà. Ho valutato con attenzione il contratto e i riferimenti in lui contenuti, le copie da distribuire,i costi di presentazione in rete, ho motivo di ritenere che ALETTI credono nelle opere che seleziona, come casa editrice deve logicamente valutare al minimo il rischio di perdite, l’importante è che ci sia rispondenza da quello che dice e quello che fa. considero corretto l’adesione alla firma x male che andrà, attendo con fiducia la pubblicazione, in ogni caso sarà un esperienza. A proposito > autodidatta, cultura di vita vissuta università del marciapiede.
CORDIALIT° A TUTTI PACHI
Tutto quello che avete scritto è umano. anch’io ho avuto una proposta di Aletti, ho accettato , i miei dubbi l’ho accantonati.
I miei amici francesi hanno un detto un poeta non deve tirare dei soldi, alla fine sono associazioni che non si sa quando pubblicano.
Che fare ? rischiare . Alla fine hanno pagato Camilleri , Niffoi e tanti altri. L’importante che le copie arrivano poi ci si muove.
auguri a tutti mi
Ho ricevuto proprio oggi una proposta di pubblicazione in seguito alla mia partecipazione al concorso “Selezione opere inedite”, la proposta riguarda il mio primo manoscritto e alcuni racconti che ho scritto in seguito, allegato alla proposta vi era il contratto in duplice copia. La domanda è: posso fidarmi?
Vorrei raccogliere informazioni su questa casa editrice ma non so da dove cominciare, potresti per cortesia rispondere in privato al mio indirizzo di posta elettronica?
Ti ringrazio per la gentilezza che vorrai usarmi.
Ornella
Io con la Aletti ho solo pubblicato una poesia.
Da allora mi arrivano continuamente richieste di opere da selezionare…la mia perplessità sta nel fatto che ho partecipato alla selezione, mi hanno scelta e poi mi hanno chiesto di inviare loro l’autorizzazione esclusivamente contenuta nella loro rivista. Ho speso circa 8 euro e poi all’uscita dell’antologia mi hanno chiesto di acquistare la raccolta, ma facoltativamente.
Ora mi chiedo, noi scriviamo,loro pubblicano le nostre opere, ma i guadagni sono tutti per loro …almeno ci regalassero una copia ricordo, nenche quella, se la vuoi te la devi comprare. Un’altra editrice, addirittura mi ha inviato il contratto per un racconto sempre in antologia e c’era una clausola che mi chiedeva di farmi pubblicità nella mia città…non ho firmato.
Se io partecipo ad un concorso, perchè non specificano prima quello che dobbiamo adempiere poi?
sono l’ennesimo che è stato selezionato e sta per ricevere una proposta da aletti.
dopo aver letto credo a questo punto che rifiuterò
e poco importa se le copie di ciò che ho scritto resteranno fogli a4 distribuiti agli amici.
il codice isbn certo non sposta il peso dell’opera.
saludos!
m
vi ho letto tutti ed anch’io ho tutte le vostre perplessità. anch’io ho una proposta e devodecidere se firmare il contratto. Ma nessuno ha qualcosa di positivo da dire? nessuno può testimoniare in concreto la sua esperienza oltre che nei dubbi anche in qualche certezza. Insomma c’è qualcuno che ha pubblicato con Aletti ed è in grado di dire qualcosa di veramente buono e concreto. Pubblicano? Distribuiscono bene? Pagano?
Cari compagni di sventure,
Io non posso che confermare i vostri dubbi e le vostre perplessità. Purtroppo è così, so quasi tutte fregature e ve lo dice uno che ha voluto credere nell’editoria emergente italiana. Io stesso cerco di acquistare libri di autori alle prime occasioni proprio per promuovere quell’angolo buio ma molto qualitativo della cultura italiana in ogni sua forma espressiva.Pubblicai un libro con una casa editrice internazionali italiana ma senza successo, acquistai, come aiuto economico per l’editore, con il mio sangue e sudore, ben 150copie(il contratto prevedeva 1000copie) per carità tutto in regola,ecc(isbn, siae, libro nel catalogo online, ecc) ma io di pubblicità non ne ho vista l’ombra!!(nel contratto era previsto pubblicità nei principali motori di ricerche, come google, virgilio,) Niente!!! Poi alla fine dell’anno contrattuale non ho ricevuto più nessuna risposta! Nemmeno a dirmi “senta signore non si è venduta manco una copia”!!!Poi che fanno se nn vendono 1000copie? Le mettano in magazzino e poi le buttano!Se le vuole il poeta deve comprarsele(certo a prezzo ridotto..però!)
Parlando invece di Aletti, io stesso sono presente in un paio delle loro infinite antologie tematiche, no? Sti libri io non riesco a trovarli da nessuna parte!Andai alla feltrinelli dove di solito dicono di andare a cercare i loro volumi e la rivista “orizzonti”, ma non c’era niente!! l’addetto a controllato sull’archivio della feltrinelli(firenze) alcuni volumi come “Parole in fuga vol.4″ e “Orizzonti”, ma non ve ne erano la benchè minima traccia!!manco in magazzino! La stessa riuvista non era scaricata da gennaio!!!(siamo a maggio)Il volume 4 dell’antologia “Parole in fuga” nella rete della feltrinelli nazionale si trova solo a NAPOLI!!! a napoli ragazzi..vi rendete conto… auguri a tutti e prosperità.
ciao a tutti
entro a far parte della schiera degli ALlETTatI dalle proposte editoriali e ad essere sincero dopo aver letto tutto quanto ne so quanto prima.
ma davvero nessuno ha da raccontare qualcosa di concreto ? sia in positivo che in negativo ?
trovo tutto questo sconcertante
beh, ci sono anch’io.Ovviamente credo che nessuno faccia niente per niente, è chiaro che non trattandosi di Coelho…nessuno se la sente di buttare soldi su pizza e fichi,non perchè noi emergenti non siamo bravi, ma solo perchè la gente preferisce spendere 2,50 per noleggiare un dvd, piuttosto che 12,00 euro per un libro.Io stessa quando ho comprato Brida ho pensato:”Cacchio però quanto costa!” ed era Coelho…però io nel 2002 ho pubblicato compartecipando , un romanzo con una casettina editrice.Ora ha chiuso, ma per 6 anni mi ha inviato assegni ed ancora adesso le librerie mi chiedono se sto per pubblicare altro.Quindi direi che il migliore investitore di noi stessi siamo noi stessi, e se nemmeno noi crediamo nelle ns capacità al punto di comprare 70 copie e piazzarle nella libreria sotto casa, perchè una Mondadori dovrebbe leggerci e dire:”Uhao!ti pubblico perchè mi piace proprio come scrivi!”La gavetta si fa sempre, si fa in qualsiasi lavoro.Ho fatto 9 anni di teatro e non essendo la Bellucci,ho fatto migliaia di provini,investendo in dizione e palestra.Ma ho lavorato e ancora calco le scene.Perciò fosse solo per soddisfazione mia, direi che ne vale la pena.E poi, c’è gente che 1000 euro li butta per comprare un cane che potrebbe adottare, chi per un paio di Prada,chi per una settimana a Fregene,chi per l’abbinamento alla palestra,io li “butto” o meglio li investo nei miei sogni,nella mia palestra mentale, nella vacanza del mio spirito…mi regalo la gioia di essere riconosciuta dalla gente come autrice di questo e quello (E vi giuro che capita spessissimo!)Mi amo tanto e valgo un auto-regalo da mille euro,visto che tutti gli altri soldi vanno in casa,figli, cane,macchina e tasse varie!e poi se non va avanti…chi se ne frega!Baci a tutti e mi raccomando: “Godetevi l’estate!!!
anche a me circa un mese fa la aletti ha fatto una proposta di pubblicazione, chiedendomi di acquistare ben 90 copie, e sinceramente non so cosa farò, io spero con tutto me stesso di riuscire a pubblicare una mia opera e che la gente la legga e la trovi interessante, stimolante, o per lo meno un pò originale, però visto che non lavoro e che i miei non mi daranno una cifra simile dopo quello che hanno speso per l’università dovrei utilizzare i miei pochi risparmi, quindi penso che declinerò l’offerta, anche se sono un pò incerto, perchè ho paura che in futuro non mi capiteranno mai più occasioni del genere, non importa, vorrà dire che la mia opera resterà comoda nel suo cassetto, almeno finchè non riceverò una proposta seria di un editore che voglia investire su di me, e non che debba farlo io a mie spese, un gran saluto a tutti da Frank, ciao e buone vacanze!
idem come sopra.
io credo che in generale gli editori come Aletti leggano (quanto velocemente e quando approfonditamente non si sa) ciò che gli si manda esclusivamente per scremare il leggibile dall’illeggibile; un pò come per le date di scadenza: ciò che non si può mangiare lo si butta, ciò che scade domani è ancora commestibile.
di contro c’è da dire che nei forum e nei blog ovviamente trovo solo post di gente cui una proposta è stata fatta e quindi mi viene da chiedermi “scrivono tutti quelli che hanno inviato un’opera alla Aletti, e quindi TUTTI sono pubblicabili e quindi grossapresaperilculo, o c’è al mondo qualcuno che pur avendo inviato un manoscritto non ha ricevuto risposte positive?
ce ne fosse anche solo uno, qualcuno che ci dicesse “a me non hanno proposto nulla!” ci sentiremmo tutti un pò più sereni…
ma non potendo contarci tocca fare solo due conti nelle proprie tasche. anche io aspetto con ansia il giorno in cui Feltrinelli o Einaudi mi telefoneranno chiedendomi un incontro in sede, ma per ora penso che, un pò per la smania di vedermi “stampato” e un pò per un senso di giustizia verso ciò che faccio, che merita secondo me almeno una possibilità, il compromesso “stampa a pagamento” non sia proprio da buttare. hai le copie, hai la fotta, hai la fantasia per curarti di te stesso, quindi non vedo perché non sfruttare (nei singoli limiti) un marchio che alemno in 2 librerie su un milione ti butta. ho ricevuto altr eproposte per lo stesso testo e penso che la miglliore, a livello contrattuale intendo, fosse quella de Il Filo. ho parlato con la collaboratrice che ai tempi aveva letto il mio testo e posso garantirVi che lo aveva letto eccome… lo conosceva in modo approfondito e ne abbiamo discusso per parecchio tempo al telefono. Non fosse stato per il discorso CASH avrei accettato, ma ho altre priorità nella vita ed i soldi servono a quello, altrimenti non starei qui a leggerVi in pausa pranzo ;-P
Aletti non mi darà ciò che i miei sogni vorrebbero che avessi, ma sicuramente mi farà toccare con mano qualcosa che ho sempre sognato di toccare. E per la diffusione…bhe, la fantasia per scrivere ce l’ho, qualcosa per spingermi il libro la troverò.
E’ la vita ragazzi, ci riempiono di sogni…
enrico
ebbi alcune proposte circa dieci o undici anni fa da peseudo editori (conosciuti in campo nazionale, ma accorti truffatori, nel senso che pubblicano di tutto)uno era di Milano (critica ottima) offerta di pubblicazione al costo contenuto di cinquemilioni(Lit), l’altro della Romagna con partecipazione regionale. Richiese 10 milioni. Capita l’antifona ho girato al largo. Dopo dieci anni, due anni fa ho finalmente pubblicato un libro di poesie al costo di mille Euro. Proposta più equa che ho accettato solo per lasciare una traccia dei miei scritti, incoraggiato da un professore universitario. L’editore ha curato la distribuzione del libro rendicontato e verificato di persona presso le librerie indicatemi da lui nel seguente modo. 7 distribuiti: uno presso la più antica e centrale libreria della città, tre presso una libreria di livello nazionale e due nel paese in cui ha la sede il trasportatore dei colli che mi ha consegnato le 150 copie a me dovute per contratto. Vendite tramite l’editore, forse un paio; per conto mio distribuendole presso le librerie della mia città:n.10. Dopo due anni mi chiede se voglio acquistare 50 copie che deve mandare al macero per esigenze di magazzino (sig)al costo di poco meno della metà cadauno rispetto al prezzo di copertina. Gli ho risposto di essere disponibile all’accollo solo delle spese di trasporto provocando le spiegazioni della direzione in merito al fatto che si tratava solo di un surplus che veniva eliminato e sollevando ragioni fiscali (a cui credo fino a un certo punto). Conclusione:se avete voglia di pubblicare e non siete nessuno nè in politica nè nella imprenditoria o nell’ambiente universitario e para ( se proprio non contate niente) fatelo in proprio, con cinquecento euro ve la cavate.Tutti coloro che hanno avuto fortuna ci hanno saputo fare con le proprie amicizie altrimenti se lo sognavano che qualcuno avesse voluto rischiare per loro.
Salve a tutti!!!
Cominciamo a regalare POESIA, facciamoci conoscere più in profondità dagli amici, dai familiari,da tutti quelli che amano la creatività.
Il costo dei libri in cui crediamo a prescindere
dal giudizio positivo o negativo della critica,
è sempre largamente compensato dalla verità che
scopriamo ogni volta dentro di noi.
Quando si ama la vita, il miglior dono resta sempre il libro che noi siamo. Massimo.
Ciao,
io ho pubblicato a ottobre con statale 11. Mi è costato 2000,00 €. Mio marito ci teneva forse più di me che pubblicassi…così ho accettato. Il libro ha venduto ben 800 copie in 20 gg. E’ sistribuito in una manciata di librerie della lombardia e credevo su internet! Già credevo… perchè con il passaparola e facebook, mi è giunta voce che dopo averlo ordinato dai vari siti web (webster-libreriauniversitaria-ibs) il libro risulta irreperibile! Quindi? Si sono intascati i miei soldi e non spendono un centesimo neppure per stampare! Ho anche una proposta editoriale della Aletti, e una anche dell’Albatros il Filo, Un romanzo nuovo pronto… Ora sto cercando un’agenzia letteraria! Il Libro di cui sto parlando è “Maledetto Libero Arbitrio”.
Debora
Mi aggiungo alla schiera di coloro che hanno ricevuto una proposta editoriale dalle Aletti. Ho 24 anni e lavoro più di quanto vorrei per mettermi un pò di soldi da parte per il futuro, però penso che spenderò i miei 1521 euro per farmi pubblicare. Lo farò perché ciò che ho scritto a me piace e voglio poter regalare la mia opera ai miei amici. Lo farò perché voglio buttarmi in questo gioco chiamato “Cerchiamo di farci più pubblicità possibile e far leggere ciò che abbiamo scritto a più persone che possiamo.” Penso che lo farò per poter dire “Io ci ho credoto e ci ho provato”. E poi…cavolo, dopo due anni passati a scrivere…sarò scemo, ma sono disposto a spendere quella cifra nella speranza che un pirla qualunque, prima o poi, anke solo un’amico di qualke mio amico, mi scriva via e-mail dicendomi “Ho letto il tuo libro e mi è piaciuto molto!”.
IO HO EDITATO CON STATALE11 LO SCORSO AGOSTO. AD OGGI DEVO AMMETTERE CHE E’ STATO UN VERO E PROPRIO DISASTRO. PER LA MIA ESPERIENZA QUESTA CASA EDITRICE (STATALE11) E’ ASSOLUTAMENTE DA EVITARE, SCONSIGLIATISSIMA. SE NON VOLETE BUTTARE SOLDI, LASCIATE PERDERE.
RINNOVO DI CUORE IL CONSIGLIO DI NON METTERSI NELLE MANI SI STATALE11 PERCHE’ VE NE PENTIRESTE.
marco
Anch’io ho pubblicato con statale 11. Il mio libro è reperibile senza problmei in internet (l’hanno comprato miei amici di roma e napoli in libreria on line) e in diverse librerie della mia zona. Sono di torino.
In linea generale mi sono trovato bene anche se devo stressare un pò l’ufficio stampa per fare le presentazioni, soprattutto fuori torino.
Per il resto tutto ok.
Ho già mandato il secondo manoscritto e credo che lo pubblicherò con loro.
riprendo il post n. 30. Le cose non sono sempre così nere come sembrano, ed il mio libro “Maledetto Libero Arbitrio” in efetti ora è tranquillamente reperibile sul web. Tutto un disguido tecnico.
I tempi di consegna, sono certo discutibili, ma la serietà della casa editrice non è in discussione. Debora
Salve,
anch’io ho ricevuto una proposta dalla Statale11. Spero che non facciano proposte a tutti, con l’idea che una parte vi rinunci e una parte accetti.. almeno un minimo di valutazione inziale :_). Ho letto pareri contrastanti sulla casa, al di là del contributo che ti chiedono. Ad esempio il libro è reperibile nelle librerie o in quanto a distribuzione difettato? Mi interessa particolarmente il giudizio del ragazzo di Torino, visto che anch’io sono di Torino.
Grazie
Ciao
ragazzi, io sono al mio quinto romanzo. ho pubblicato i miei primidue con case editrici a pagamento, e vi dico che non ne vale la pena. tutte belle promesse, ma che in realtà si nasconde solo il desiderio di soldi. se siete sicuri della vostra opera, inviatela ad una grande casa editrice, e state tranquilli che se la vostra opera e valida, allora avrete raggiunto il vostro scopo.
Salve non so se questa discussione sia ancora operativa ma comunque provo ad avere delle informazioni. Anche io ho ricevuto una proposta editoriale dalla aletti editore e più che sapere se mi devo fidare, vorrei sapere se vale la pena investire il mio sogno con loro. Non ho mai firmato un contratto editoriale prima d’ora e non so davvero come le altre case editrici si comportino in materia. Se potete darmi qualsiasi tipo di supporto anche solo morale è ben gradito.
Cari ragazzi, mi sembrate tutti tanto giovani e pieni di grandi speranze per il vostro futuro di scrittori. Da questo punto di vista mi sento avvantaggiata perchè io sono un’esordiente decisamente VECCHIA quindi sto prendendo quest’esperienza con la giusta dose di senile saggezza, uno sfizio nell’ ultimo scorcio di vita.Con STATALE 11 finora le cose stanno andando nel verso giusto. Ho mandato un racconto e mi hanno risposto chiedendomene almeno altri 2 prima di potere giudicare, poi mi hanno mandato l’offerta di pubblicazione e ho firmato il contratto, anch’io ho pagato quasi 2000 euro.L’editor esiste e come! tanto che ho avuto da esprimere delle rimostranze sulle correzioni, ritenendole obsolete e eccessivamente “ortodosse”, come se Joyce e Saramago non fossero mai esistiti.Adesso sono su internet, chi fosse incuriosito mi trova con “paola larese gortigo 7 storie”. Cosa succederà adesso? Non lo so!!!Ripeto, la mia età(70 suonati) mi tiene al riparo da possibilissime delusioni rispetto a voi giovani.
Tanti auguri a voi tutti! Paola
Una risposta ad Ivano e Stefania. Sono un docente di liceo di 50 anni, e insegno chimica - tra volontariato, ripetizioni, scuole private, diplomifici e poi “di ruolo” - da 32. Ho sviluppato un metodo ottimo per l’insegnamento della chimica, a partire dalla Tavola Periodica, sperimentato in classe con ottimi risultati. Lo ho proposto ad un editore, che acconsentì a pubblicarlo accollandosi le spese. Fu presentato ad uno dei più importanti distributori di libri scolastici nella Toscana settentrionale - per carità di patria taccio il nome - che lo sfogliò letteralmente in un minuto e mezzo e pontificò “questo libro non va!”. Risultato l’unica copia rimasta - le altre sono finite al macero - è in casa mia… Lo utilizzo per fare degli esercizi per i miei alunni, ne sono entusiasti.
E’ rarissimo che uno scrittore emergente appartenente alla galassia degli “illustri sconosciuti” come me - i miei studenti sono comunque bravissimi in chimica! - possa emozionare a tal punto Feltrinelli o Einaudi da ricevere un contratto a costo zero.
Per questo credo che se uno vuole scrivere qualcosa lo deve fare, costi quello che costi. Per il manoscritto - di narrativa - che intendo pubblicare almeno Aletti mi ha proposto una cifra molto allettante, rispetto ad altri editori. Male male… mi rimarrà una copia nella mia libreria, a far compagnia ad “H2O: lezione di chimica”.
Vorrei dire la mia sul tema
“Editori e contributi editoriali”
Ciò che segue è stato da me inviato come replica a un editore disposto a pubblicare un mio romanzo con un mio contributo alle spese editoriali.
Vi sono diversi Editori che ad autori (esordienti o poco noti) che hanno inviato un loro manoscritto per un accordo editoriale, propongono la pubblicazione dietro il versamento di un contributo alle spese.
Tale proposta, al di là dell’aspetto morale, mi suscita delle perplessità sulla configurazione della forma contrattuale.
In primo luogo, per poter valutare la consistenza percentuale di un eventuale contributo occorre documentare le spese che l’Editore sostiene direttamente e indirettamente per la pubblicazione dell’opera. Cosa che comporterebbe aver accesso alla sua contabilità. E non vedo in che modo e a che titolo ciò potrebbe avvenire. Altrimenti, d’altra parte, il contributo apparirebbe come una sorta di elargizione liberale, che francamente non ha senso in una trattativa d’affari.
E ciò conduce alla forma che dovrebbe avere un tale accordo. Infatti, in una attività imprenditoriale non mi risulta che esistano casi nei quali si associ, temporaneamente e su una particolare iniziativa, un soggetto esterno che partecipi alle spese e non agli utili derivanti dalla iniziativa. E non si dica che in questo caso gli utili per il soggetto esterno sono i diritti d’autore, perché per l’editore questi sono spese, e vanno quindi esclusi dagli utili dell’iniziativa, dai quali si ricava la quota spettante all’associato.
Non vedo, inoltre, perché in un accordo associativo debbano considerarsi solo le spese sostenute da una sola delle parti. Ciò perché quando un’opera della creatività o dell’ingegno diventa prodotto commerciale, in essa vanno considerati anche i costi che l’altra parte ha sostenuto per crearla.
Come si vede, tale tipo di proposta, esaminata nel dettaglio, presenta delle difficoltà notevoli per concretizzare e rendere operativo un accordo (sempre che ci sia da parte dell’editore la volontà di discuterlo sui termini ora espressi).
Infine hanno scarso rilievo le allettanti iniziative commerciali che talvolta l’editore prospetta come offerta, quali diffusione nazionale, presenza alle fiere, recensioni su web, accuratezza nella veste editoriale e nella copertina; tutte iniziative che comunque un imprenditore editoriale prenderebbe per restare in concorrenza sul mercato. In ogni caso sono iniziative difficilmente verificabili, vuoi nella consistenza vuoi nella qualità e assumono perciò più che altro la funzione di esca che cela la presenza di un acuminato amo.
Sono d’accordo. Basta leggere “Il pendolo di Foucault”,Capitolo 5 Geburah, paragrafo 39 “Cavaliere dei planisferi”.
Il sig. Garamond, propretario della casa editrice Manuzio APS (APS è l’acronimo di Autore a Proprie Spese)ha un metodo infallibile per attirare Autori in cerca di notorietà. Se c’è qualcuno ancora esitante se accettare o no di pagare spese di edizione o acquistare copie stampate del suo manoscritto,la lettura del paragrafo 39 sarà per lui l’quivalente del modo per smettere di fumare per un fumatore.
ciao io ho appena ricevuto una proposta da Aletti per la pubblicazione di una raccolta di poesie ma ho paura a fidarmi…ci si può fidare davvero?
grazie marta
vorrei anche chiedervi consigli dato che è la prima volta che mi capita di essere contattata da un editore e non avendo avuto rapporti con altre case editrici non so come muovermi. mi fareste un grandissimo favore grazie mille
marta
Al solito per le questioni contrattuali ti rispondo in privato.
paolo
ciao, come tanti ho ricevuto la solita proposta da aletti editore. credevo fosse una selezione ma a quanto vedo siamo stati tutti scelti.tuttavia intendo far pubblicare la mia opera. perché sono consapevole, dal momento che sono un pittore di prfessione e che per farmi conoscere ho dovuto pagare per fare delle personali. ora mi conoscono e le faccio gratis. quindi anche come scrittore dovrò fare la mia gavetta. quello che conta è far conoscere i lavori, poi quello che verrà verrà.
otidra. sito www.otidra.com
Sono scrittore e da poco ho fondato una microscopica casa editrice. Pubblicando solo autori sconosciuti, sono costretto a chiedere almeno le spese iniziali. Qualcuno mi dovrebbe spiegare perchè dovrei rischiare solo io. E l’unica volta che ho creduto in uno scrittore, ho rimesso circa 3500 euro, che vuol dire che se mi capita altre due volte, chiudo. Credo che la verità stia nel mezzo: l’editore può chiedere qualcosa per la stampa e promozione, senza però dissanguare nessuno. Il mio sogno è di poter proporre pubblicazioni a costo zero, ma ciò, per adesso è impossibile, sia perchè autori importanti non pubblicheranno mai con me e anche perchè gli esordienti difficilmente riescono a coprire le spese. Ultima nota: ho stampato e distribuito un volume che a mio parere è un capolavoro. Risultato? Dopo due anni vendute un centinaio di copie. Comunque l’importante è non scoraggiarsi. Ciao a tutti.
Ho ricevuto proposte di pubblicazioni di poesie
e canzoni da musicare da:Albatros,Altro mondo ed.,
Il pineto,Kimerik,Neftasia,Aletti.
Ma tutte a pagamento.
Sono diffidente per natura.
Essendo un perfetto sconosciuto prima o poi se voglio vedere pubblicato un che di mio dovrò pagare.
Vedremo.
Consigli.
Auguri a tutti.
Virginio
ciao a tutti! vorrei parlarvi della mia esperienza. con il gruppo Albatros, tanto per farvi un nome. l’anno scorso ho ricevuto una loro proposta nella quale mi chiedevano la cosiddetta “compartecipazione”. quasi 3000 euro, per la precisione. alla faccia delle politiche aziendali, mi sono detta! morale della favola? NON HO ACCETTATO. ho aspettato di vedere cosa sarebbe successo. ebbene, vi dò una news: fra poco pubblicherò con una casa editrice della mia città (Foggia) A COSTO ZERO. l’editore della suddetta casa (IL CASTELLO, di Foggia, per chiunque di voi sia interessato c’è anche il sito) non ama pubblicare chiedendo soldi agli autori. in più ci siamo già accordati sulla decisione del titolo (su cui io ho dei dubbi e vorrei cambiarlo, ma lui asserisce il contrario) e della veste grafica. quindi vedete? esiste qualche editore che non chiede soldi e che, se l’opera vale, decide di correre il rischio. e, in più, vi può permettere di avere potere decisionale sul font da usare per la stampa e per la copertina. il mio romanzo è stato selezionato da diverse case editrici (anche colossi, per intenderci), ma a me seccava pubblicare pagando, poiché la domanda che mi ponevo era sempre la seguente: “Se io pago, quale EFFETTIVO valore ho?”. come ho notato, molti esordienti pagano per vedere stampate le loro fatiche. ma il punto è un altro: se, in qualità di autore, vali poco e scrivi anche in un pessimo italiano, perché diavolo ti ostini? perché ci sono editori truffatori che, pur di volere i VOSTRI soldi, magnificheranno le vostre qualità (probabilmente in alcuni casi inesistenti). quindi, cari amici esordienti, attenti. non bevetevi tutte le chiacchiere che vi propinano: se avete scritto qualcosa che vale sappiate attendere. un editore che sappia fare il suo mestiere e non sia un lupo travestito da agnello fiuterà a naso la “bontà” dell’opera e vi pubblicherà rischiando, ma sapendo di avere un SICURO RISCONTRO ECONOMICO. detto ciò, vi faccio i miei auguri e spero che anche voi troviate l’editore adatto alle vostre esigenze.
http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=210
guardate alla fine di questo blog e vi rendete conto cosa è successo con Statale 11!!
Ciao ragazzi,nei giri che ultimamente faccio sui vari forum che parlano di esordienti nell’editoria,scopro che siamo tutti accomunati dalle solite paure.La mia esperienza:dal 2001 ho cominciato con poesie,inserimenti in antologie varie(acquistate)Montedit,Aletti,attestati di merito vari,finalista in due concorsi,proposte editoriali da ILFILO,ALETTI,LIBRERIA INTERNAZIONALE DI RAGUSA.ISTITUTO NAZIONALE DI CULTURA DI NAPOLI,non vi dico le cifre richiestemi,piu o meno le conoscete già.Ho atteso paziente,volevo che mi si riconoscesse un merito,volevo crescere nel linguaggio.Arriva poi Giulio Perrone grazie al contatto d’un amica che s’occupa di coordinamento d’un gruppo culturale della mia città.Risultato:pubblico la mia prima silloge con Perrone nella Collana Lab,senza sborsare soldi in anticipo, corrispondendo la cifra di copertina delle copie da me ordinate.Sono daccordo sul passaparola;ho organizzato la presentazione nell’archivio storico della mia città,l’ho pubblicizzato in radio locale, ho affisso manifesti in strada, e quel giorno ne ho vendute abbastanza/anche dopo.Sono sul sito internet dell’editore,carrello online,esposizione a Torino e a Roma nello stand della media imprenditoria libri.Due librerie della mia città lo tengono esposto.Sono contenta, Perrone è serio,a fine anno mi verrà corrisposta una percentuale sulle copie vendute,la veste grafica è d’effetto ,tra le copertine propostemi,ne ho scelto una davvero appropriata.Ora mi sono data ai racconti brevi,per mettermi ulteriormente in gioco:la poesia è di nicchia si sà.anche se è il mio primo amore.Un mese fa partecipo al concorso dell’IbiskosdiRisolo per narrativa ed ecco che mi selezionano per la loro raccolta di racconti che uscirà in Aprile.Dovrò andare ad Empoli per la premiazione.Mi sono informata:sono seri?Sembra di si,selezionano solo cose che valgono,ne va della loro faccia.Non per finta modestia, ma in quella piccola storia ci credevo davvero…per questo vi dico credeteci,perseverate e se rotete aspettate per pubblicare valutando il tutto.Io per arrivare a Perrone ci ho messo otto anni.
nella mia lunga vita,ho letto molti libri,tra questi molti sono stati pubblicizzati fino alla nausea,e guarda caso i meno interessanti.Io penso che un libro sia come un dipinto. Se non c’è fantasia e innovazione,la grammatica conta poco, perché quella si corregge, come si corregge un errore di prospettiva.E poi,ogni essere umano ha un suo mondo, perciò un suo modo di vedere le cose. Ho letto dei racconti di autori ignoti che mi hanno entusiasmato al punto di leggerli piu volte, mentre quelli famosi solo poche pagine. Questo accade anche nell’arte figurativa. Il mondo gira così. C’è chi vuole cambiarlo, forse i matti,di certo non sanno cm’è fatto, è sicuro non vivono qui. Ma se diamo loro ascolto possono avere ragione…
Ovviamente anche io ho ricevuto, come centinaia di persone, una proposta di pubblicazione da Aletti. Vorrei spendere due parole su questa formula di pubblicazione dove l’autore, dopo mesi di lavoro, deve pagare 800 euro per pubblicarsi. Capisco l’editoria moderna che praticamente non esiste per gli esordienti ma solo per chi si chiama antonella clerici, carlo conti, daria bignardi, teo teocoli e via discorrendo. La cosa che più mi disturba è ricevere proposte di pubblicazione (e ne ho ricevute 3 per ognuno dei 3 romanzi che ho scritto e inviato) senza un colloquio con chi che sia. Praticamente qualsiasi cosa spedisco viene considerata pubblicabile, ma unicamente dietro una richiesta di pagamento. La domanda è sono un fenomeno che scrive alla grande? Allora perché pagare. Oppure, sono loro i fenomeni che intanto incassano soldi e poi Dio provvede? Forse sì. Non credo di essere un fenomeno di scrittore e non credo neanche di essere un pessimo scrittore. Ma questo non lo saprò mai fin quando continuerò a NON essere valutato da queste case editrici come Aletti. Come si fa a ricevere migliaia di dattiloscritti e dopo un mese inviare una lettera con una proposta di pubblicazione. Sono dei fenomeni? Leggono e giudicano dattiloscritti alla velocità della luce?
Il fatto è che questi non leggono proprio un bel niente, almeno questo è quello che credo. Magari sono anche collegati per la piccola distruzione, ma se vuoi essere uno scrittore c’è bisogno che qualcuno del mestiere valuti il tuo lavoro prima di chiederti soldi. Scrive racconti anche mio nipote di 10 anni e sono sicuro che anche lui riceverebbe una proposta editoriale da Aletti se gli spedisse i suoi racconti.
Mi chiedo, è possibile una pubblicazione senza una correzione, una recensione, un contatto diretto con l’Editore? Mi rispondo no no e ancora no.
Vi consiglio a questo punto la casa editrice Boopen che ho conosciuto durante la fiera degli editori a Roma qualche settimana fa. Sul loro sito è ben spiegato come auto pubblicarsi gratuitamente e ricevere una copia omaggio del libro che hai scritto e impaginato (ti spiega bene come fare). Potrai correggerla quanto vuoi prima di renderla definitiva e chiedere la pubblicazione sul loro sito. Anche lì c’è un contratto da leggere con attenzione. Inoltre potrete sceglier voi il prezzo del vostro libro e tolto le spese di stampa e il 10% per l’editore (non l’80%) il resto è vostro. Potrete persino fare promozione e organizzare eventi per promuovere il vostro libro. Inoltre se il vostro libro è buono posso decidere loro di pubblicarvi ed a quel punto avreste un vero rapporto autore – editore con tutto quel che ci vuole. La parola che fa riflettere è GRATUITAMENTE. Sapete perché? Perché se il vostro è un buon lavoro loro guadagneranno. Se non lo è a loro non costerà nulla. Non c’è nessun obbligo di acquisto minino di copie. Che me ne faccio io di 100 copie del mio libro? Metto su una bancarella? No grazie, io preferisco scrivere, magari male e senza successo, ma almeno ci provo.
Ragazzi! vi racconto la mia esperienza come pittore. Capirete che non sono solo gli editori a chiedere denaro. due giorni fa ho terminato i 68 anni e dipingo da quando avevo 15 anni. “Ho fatto l’istituto d’arte e quello di grafico pubblicitario.Dopo il servizio di leva, per un certo periodo ho vissuto di arte, vivendo in varie città d’italia come pittore. Vivevo di pittura e non mi preoccupavo di farmi pubblicità. Sapevo che lo dovevo fare, se non altro per aumentare la mia clientela e il valore delle opere. Ma la pubblicità costava,e benché vendessi tutto quello che riuscivo a fare, non mi bastava per pagare l’affitto, i colori e le tele. Sicché ogni volta che presentavo i miei lavori a galleristi importanti, mi sentivo rispondere:” I lavori sono interessanti, ma dovresti farti conoscere. A quel punto ho fatto delle personali a pagamento in diverse città: conclusione, all’inaugurazione non vi era mai nessuno, quindi non ho mai venduto nulla. Poi ho messo su una mia galleria.Ora le mie opere sono sparse per tutto il mondo, però non sono famoso come Shifano, e pensare che quando ho esposto le use opere nella mia galleria non’ho venduto nulla, ma poi qualcuno lo ha pubblicizzato e l’opera che avevo esposto per 500 mila lire è stata battuta all’asta per 50milioni di lire. La pubblicità è l’anima del commercio. Se si vuole vendere o diventare famosi si deve pagare. Lo hanno fatto molti artisti. Io non voglio diventare un famoso scrittore, non mi interessa, mi basterebbe recuperare le spese, vedere il mio racconto divenuto libro.Io scrivo e dipingo per passione, perché sono “il mio mondo la mia vita. Senza di essi la vita sarebbe inutile, insipida.
Anch’io come Gianluca mi sono posta mille domande sulla qualità di quello che scrivo e sul giudizio frettoloso delle case editrici ma il punto è che se scrivo lo faccio per me ,per passione,come dice il saggio pittore “per dare sapore ad un insipida esistenza fatta di tante pecore nel gregge che s’accontentano di seguire la via più semplice”. Mi possono dare anche della matta, dell’esaltata, della sognatrice[il chè è peggio]ma non mi frega niente.E poi mi consola sapere che non sono l’unica in giro, come si dice(chi mi ama mi segua).Ciao Auguri a TUTTI
Salve a tutti,
anch’io ho ricevuto una proposta da Aletti. Non so se accettare o meno. Ad ogni modo, ho una domanda per tutti, forse un po’ banale: il libro viene stampato in A4 o A5? Su questo sito ho letto in A4, ma un racconto o un romanzo in A4 fa proprio schifo, non trovate? Spero in una vostra risposta al più presto!
Auguri a TUTTI
Se intendete pubblicare con l’aletti sappiate solo una cosa: i loro tempi sono eterni… Mi era stato detto che, da quando spedivo la cifra, in 3 o 4 settimane avrei ricevuto le mie copie del libro… I soldi li ho mandati il 23 settembre, oggi è il 27 dicembre…e io non ho ancora il mio libro…
Comment from ROLF
Time: 11 Dicembre, 2010, 11:01 am
Ci stiamo organizzando, l’unione fa la forza.
Attenzione Attenzione.
Carissimi colleghi.
ho letto con molto interesse i vari commenti, della quale ne siete state vittime, e della quale ne faccio anche parte, nei confronti della casa editr statale 11.
E`inutile piangerci sopra. Nella vita, bisogna sapersi rialzare, e affrontare il problema di petto. Tutti i veri personaggi, sia di alto e basso livello sociale, anno sempre lottato, per delle vere cause, per un vero ideale.La maggior parte, si sono sacrificati, dai loro carnefici lottando, finendo in galera, torturati e uccisi. Questo é su cesso perché erano dei personaggi scomodi per il potere. ( non é nel nostro caso)La mia domanda che propongo a tutti gli interessati, gabbati dalle case editr a pagamento e non: intendo quelle tutte quelle che abusano a scopo di truffa, facendo soldi sulle nostre spalle. Se restiamo uniti in questa causa, possiamo vincere, ed ottenere la nostra restituzione di dignità, il nostro rispetto, e i nostri soldi sudati con il nostro onesto lavoro.
Pongo questa domanda, che vi dovete fare?
Volete arrendervi. Se si, oltre la delusione avuta, la rabbia, e la rassegnazione, il rammarico, oltre il danno la beffa, e senso di impotenza contro queste brave persone che truffano nel limite dell’inganno, escogitando l’indifferenza morale, e l’onesta di noi scrittori emergenti, nelle loro operazioni truffaldine, dando altre la possibilità ad altre persone di entrare in questo circolo vizioso che ben conosciamo.
La 2 alternativa é: assumere collettivamente un legale, che sappia diffendere la nostra causa ed i nostri interessi, sino in fondo, con lo scopo di intentare una causa, ovviamente, ognuno deve partecipare finanziariamente, (CON UNA MODESTA SOMMA), da concordare con la parte che difende i nostri interessi.
La 3 soluzione: é quella di denunciare la vicenda al programma Mi manda rai 3., che ritengo anche una buona soluzione. Anche perché, una grande partecipazione dei cittadini, non solo italiani, vengono a conoscenza, ed informati su questa tematica, veramente scandalosa, ed avremmo anche forse la possibilità di vedere restituiti i nostri soldi, che abbiamo investito in questo processo editoriale.
Chi é d’accordo si faccia sentire, e si metta in contatto con il sottoscritto. Mio numero telefonico, dalla Svizzera è 091.871.11.73. OPPURE MIA IMEIL é ROLF.358@GMAIL.COM. Tutti uniti ed insieme saremo una spina nel fianco di queste case editrici. Un caro saluti, e a tutti auguro un buona fortuna. R.C
Comment from Symo
Time: 13 Dicembre, 2010, 12:07 pm
Salve a tutti, nel campo dell’editoria per gli scrittori emergenti, cosa ne pensate di questo editore?
http://www.boopen.com/
Comment from ROLF
Time: 16 Dicembre, 2010, 4:38 pm
Contratti a pagamento!
Un buon consiglio.
Prima di firmare un contratto editoriale. Se non siete esperti, rivolgetevi ad una persona competente. Esempio ad un legale di vostra fiducia, o una persona competente in questo ambito. Almeno andate sul sicuro.
Nei vari articoli contrattuali si nascondono delle vere trappole, a vostro discapito.
Saluti a tutti gli interessati. R.C
Comment from ROLF
Time: 18 Dicembre, 2010, 11:31 am
Attenzione novità.
Le persone che anno avuto problemi con la casa editrice statale 11. nella pubblicazione del proprio libro ( della quale non anno ottemperato agli obblighi contrattuali) si mettano in contatto con il sottoscritto. messenger schtupsi21@hotmail.it
sapete quanti scrittori ci sono e quanti libri vengono stampati? Italiani: un popolo che legge poco
in compenso detiene il recor dei telefonini.
Ragazzi non illudetevi. E’ la solita solfa, fanno successo solo quelli che se lo possono permettere.
pure io ho letto dei racconti super pubblicizzati, scritti da gente famosa per la pubblicità fatta o famosi per altre cose. Molti di questi dovrebbero smettere di scrivere schifezze banali, o ricopiate da altri autori scomparsi da secoli. Scrivete quello che avete nel cuore, con la vostra fantasia, con il vostro talento. Lo sappiamo tutti che non’è bello pagare per veder pubblicato un racconto, però, se costa poco, per una volta lo si può fare. ciao a tutti.Alice
Salve,
ho letto tutta la discussione ed a giudicare dai 58 commenti siamo in molti ad essere stati selezionati, io compreso. Ho ricevuto proprio ieri la proposta di pubblicazione di ALLETTI EDITORE al modico prezzo di 910€ (dilazionabili in 10 mesi). Stamperebbero 150 copie così disposte: 70 le acquisto io(con i 910€), 30 me le regalano, 50 le tengono per eventuali richieste di librerie o privati(su queste vendite prenderei il 20%). Infine distribuirebbero su internet e sulla rivista orizzonti ecc… Non appena ho aperto la busta, leggendo le prime righe non potevo credere ai miei occhi, continuando a leggere ho capito che potevo tranquillamente credere ai miei occhi. Non sono molto entusiasta alla pubblicazione dei miei racconti in questa forma contrattuale ma mi chiedo quale altra scelta si abbia in questo paese. La cosa che meno mi piace di tutta questa storia è che non credo che il mio lavoro sia stato valutato con attenzione, secondo voi leggono davvero tutti i manoscritti con attenzione? Ho ancora 38 giorni per decidere e allo stato attuale delle cose ancora non so cosa fare…ho parlato con amici e abbiamo convenuto che non è possibile vedere le cose solo dalla nostra prospettiva…io personalmente con l’attuale situazione di azzeramento culturale in cui versa il nostro paese non credo investirei denaro in qualcuno seppur lo ritenessi dotato di talento, non perchè non creda in lui ma perchè non credo che il talento in questo paese venga rispettato. Per scherzare un po’ con le percentuali credo che in questo momento io sia un miscuglio di SI e NO rispettivamente al 60% e 40%. Ciao a tutti gli aspiranti scrittori in un paese di aspiranti veline e calciatori. Vi terrò informati!
Ciao valerio
Salve, ho già scritto tempo fa (a Dicembre) per caso qualcuno di voi ha partecipato al Federiciano del 2010?Un mia poesia è stATA selezionata ma non ho ancora ricev l’antologia prenotata.Poi cercavo una casa editrice affidabile(alquanto) per inviare un racconto lungo senza pagare tassa d’iscrizione, curiosando sul sito ho trovato EdizioniMiele in Puglia:Ne sapete qualcosa? Grazie, che casino con questi scritti, uno si da tanto da fare per scrivere qualcosa di carino poi non sa da chi farli valutare…
Salve a tutti, vorrei rispondere a Cinzia a proposito del Concorso il Federiciano 2010, ebbene anche la mia poesia e’ stata selezionata, ho pagato il libro e’ mi e’ arrivato su questo niente da dire. Come tanti aspiranti scrittori in erba, anch’io ho inviati alla Aletti una raccolta di poesie, mi diletto a scrivere, e ho ricevuto proprio ieri il plico in cui mi si dice che la Redazione ha valutato positivamente la mia opera , e mi propone un contratto di edizione della durata di un anno! Con questi termini: l’acuisto da parte mia di 70 copie al prezzo di € 840,00 pagabili anche in 10 mesi a € 84,00 al mese, 30 copi in omaggio ; la prima publicazione di 150 copie, quindi togliendo le 100 copi mie resterebbero da distribuire 50 copie , a me andrebbe il 20% del prezzo di copertina stimato in € 12,00 quindi per ogni copia venduta € 2,40 ! Mi chiedo ma se devo pagare €810 e’ come potìrtarli a una tipografia o sbaglio? E’ cmq vero che ti danno il codice ISBN e danno una copie a lle biblioteche etc.. etc.. vi dico son ocombattuto in tutta franchezza, e poi che me ne faccio di 100 copie distribuite a familiari ed amici il resto …mi metto a vendere..Vi sembra normale .. ciao a tutti. Frank.
No! Valerio,da quello che ho visto e capito nel racconto che ho spedito e che purtroppo verrà pubblicato, non hanno letto nulla. Quando accettai la loro proposta esitai a lungo, poi un’amica mi disse:”io lo publicherei” Così ho fatto, ma sono pentito, perché mi sono accorto dei molteplici errori, e sono talmente tanti che andrebbe riscritto. E’stato il mio primo racconto, scritto dieci anni fa, perciò avevo chiesto una loro collaborazione, viceversa mi spedirono via cartacea il manoscritto tale e quale. Ora mi accorgo che non’era il caso di pubblicarlo.
Anche a me Aletti ha proposto di pubblicare comprando 70copie… Non ci penso neppure! Se non sono in grado di scegliere quali libri pubblicare e, nel mucchio, vogliono far pagare gli autori… Che chiudano! Tenete duro ragazzi!!!
Ragazzi, non pubblicate a pagamento!! Non pubblicate con Aletti nè con Albatros ( !!!!! ) né con Maremmi né con chiunque altro vi spilli dei soldi. Meglio il self publishing, se avete soldi da spendere. Meglio rivolgersi alla tipografia più vicina - alla fine è lo stesso lavoro, no? Solo che costa assai di meno -. Meglio mettere l’opera in un cd e fare un regalo bello e unico agli amici.
Dico questo dopo aver pubblicato con una piccola casa editrice del nord che si era presentata davvero bene, tra le tante che mi avevano proposto contratti di pubblicazione al limite del ridicolo - millecinquecento euro?Duemiladuecento?Ma scherziamo? Ai ’signori editori’ la stampa del libro costa sì e no un decimo di quanto chiedono. E poi: perché devo pagare io? Perché, se il MIO libro, oltre a essere buono, è anche sufficientemente distribuito e reclamizzato da chi, comunque, sul MIO libro ci guadagna? Perché? -.
Non ho pagato nulla, perché la loro politica è quella di trattenere i soldi sulle copie vendute - e pattuite in anticipo, in sede contrattuale; le mie erano un’ottantina - durante le presentazioni. Alla mia prima avevo già onorato l’impegno contrattuale: che fortuna, ho pensato. Non è difficile. Non sapevo, povera polla, che le presentazioni devono essere TANTE, ma TANTE TANTE, per avere un minimo di riscontro, e tutte organizzate dall’autore, perché loro non muovono un dito. La distribuzione è quasi nulla e la pubblicità INESISTENTE, proprio come l’editing dell’opera. Se ci sono errori lì restano.
Peraltro, questi qua pubblicano una decina d’autori AL MESE: quanta visibilità, cura, attenzione, ascolto, possono garantire a ciascuno di essi?
Queste cose le ho sapute solo DOPO aver messo la firma su quel contratto.
Non è che con la pubblicazione dell’opera si sia arrivati, ANZI…
Prima di pubblicare il mio romanzo, ho vinto sei concorsi, quattro di poesia - uno con Aletti, tra gli altri -, due di narrativa. I miei pezzi sono su varie antologie - pubblicate dopo detti concorsi - di diverse case editrici, e hanno una discreta risonanza.
Il mio povero libro, invece, giace in qualche magazzino, giacché viene spedito dalle librerie - ovviamente, solo quelle del ristretto circuito raggiunto dal distributore, vale a dire una dozzina, se tutto va bene - solo dietro ordinazione… e chi lo ordina? Chi, se l’opera non è ALMENO in catalogo, visto che sugli scaffali - non dico in vetrina, ci mancherebbe … - non c’è? Lo ordina chi ti conosce, ecco chi. Peccato che gli amici e i parenti, raggiunto un certo limite, finiscano … e finisce anche la loro voglia di girare nelle librerie per ordinare il tuo libro da regalare ai loro amici e parenti …
Io non faccio il libraio, non faccio il distributore, non organizzo eventi. Io scrivo.
Il prossimo libro credo proprio lo stamperò da me, almeno non mi arrabbierò con me stessa per aver creduto che pubblicare una buona opera fosse un punto d’arrivo.
Pensateci non una, ma cento, mille volte, prima di pubblicare a pagamento, con Aletti e tutto il resto della Banda Bassotti …
In bocca al lupo a tutti quanti.
Ma quale selezione opere inedite, qui ci scelgono tutti.Anche io ho ricevuto una proposta di pubblicazione da parte di tre case editrici e alla fine ho deciso di provare con Aletti perchè tra i tre è senza dubbio il più economico.Ma l’avranno letta la mia opera?mi risulta assai difficile crederlo dal momento che hanno fatto ricontrollare tutto quanto a me per correggere eventuali errori ortografici.Ma dico io ti do un sacco di soldi e poi devo fare tutto da sola? Comunque staremo a vedere come andrà a finire.Io non mi illudo di certo.Per il momento posso solo dirvi che sono all’inizio e quindi non so se manterranno la parola data.Ma ho voluto provarci per realizzare il mio sogno.Mal che vada mi resterà come ricordo il mio libro e avrò omaggiato alcuni amici che hanno creduto in me.Vi terrò informati.
Salve a tutti. Vorrei portare il mio contributoa beneficio di chi, e sono tantissimi, credono che il solo modo di pubblicare sia a pagamento. Io ho pubblicato cinque volte e un sesto libro e’ in arrivo con un terzo editore. Si, sono un divulgatore ma, se mi passate il termine, mi faccio un mazzo perche’ non godo di favoritismi. Se si pubblica a pagamentom fidatevi, non venite scelti voi ma i vostri soldi. Avete scritto un libro? E con cio? Bisogna saper aspettare e inviare dolo a editori non a pagamento. Se avete scritto qualcosa di valido prima o poi sarete pubblicati. Altrimenti vorra’ dire che il vostro manoscritto non era valido. Non e’ un dramma, serve a migliorarsi.
Massimo, potresti indicarmi il nome di qualche casa editrice disposta a pubblicare gratuitamente un romanzo giallo già edito ma che probabilmente a breve sarà tolto dal mercato ed inviato al macero? Se vuoi ti dò il mio indirizzo e-mail e ne parliamo in privato, decidi tu.
Ciao a tutti,
ho ricevuto da ALETTI una proposta di pubblicazione, che comunque mi sembra essere seria e trasparente. Grazie a Voi ed ad un’Amico che ha più esperienza di me ho deciso di non avere fretta e sfruttare quanto sto vivendo per capire cosa vuol dire pubblicare, perchè e se farlo, come, etc.
Un mese fa ho finito di scrivere un romanzo e ho iniziato a spedirlo alle case editrici. Nella foga di vederlo pubblicato mi sono fatta prendere la mano e l’ho inviato anche a case che sembravano alternative, ma erano invece a pagamento. Una di queste mi risponde, che bello, e per correggermi, darmi una grafica, stamparmi e promuovermi (hanno anche l’ufficio stampa!) chiede solo 2500 euro!
Visto che però ci ho messo un sacco di tempo per comporre il mio tesoro e che mi non mi va di buttarlo via con il primo venuto, mi metto a controllare sul sito della casa editrice cosa altro hanno pubblicato e leggo alcuni incipit. Orrore! Sono tutti brutti, scritti male, pietosamente banali e stucchevoli, mi sembra di essere tornata alle medie dove ti sentivi Oriana Fallaci se cominciavi un tema con “Fin dalla preistoria l’uomo ha sempre…”
Conclusione: ha ragione MeMyselfAndI (n. 64). Chi vuole pubblicare (e, come me, non ha santi in paradiso né sulla terra) è meglio se fa tutto da solo, altrimenti spreca solo tempo e soldi.
Credo che la signora Barbara Pascoli,si senta una bravissima scrittrice,e forse lo è, però pecca di presunzione. Io non sono uno scrittore, sono un pittore di 70 anni di cui 50 vissuti di arte. Nella mia lunga carriera artistica ho conosciuto molti pittori in erba, e vi posso assicurare che, sebbene i loro lavori peccavano di ingenuità e di prospettiva, sprigionavano sentimento, quel sentimento che giace silenzioso nell’anima dell’artista. Infatti,col tempo sono migliorati e oggi, quelli che hanno avuto la costanza di continuare, sono diventati degli artisti famosi. Inoltre voglo dire alla signora Barbara, che pure io ho letto racconti pubblicati a pagamento, e sebbene alcuni non li ho trovati interessanti, non è un motivo per degradarli,come ha fatto lei, e comunque non è vero che sono tutti banali. Signora Barbara, scrivere un racconto è come creare un opera d’arte, ci vuole fantasia e la genialità dell’artista, non basta una laurea in letteratura, o altro. Se fosse così, tutti i professori /docenti, di qualsiasi ramo, dovrebbero essere srittori di fama. Tenga presente che un errore di grammatica o di sintassi, un valido correttore di bozze li corregge, quello che non può correggere, è, il racconto, poiché “ARTISTA SI NASCE” non si diventa. A tutti gli scrittori in erba, dico, se non trovate chi pubblica il vostro primo racconto gratuitamente, ma credete il quello che avete scritto e lo volete pubblicare, vi consiglio Aletti editore, costa la metà delle altre case editrici. Io le prime personali le ho dovute pagare.
un caloroso saluto a tutti Otidra
Caro Signor Otidra, ha ragione Lei, non basta conoscere la propria lingua per scrivere un buon libro. Come non basta però nemmeno essere illuminati dall’ispirazione o avere un cuore che trasuda sentimenti. La scintilla serve, ma non si va da nessuna parte se non ci sono gli strumenti.
Pensavo che questa diatriba fosse ormai superata e invece vedo che c’è sempre qualcuno che si sente investito dal fuoco divino.
Per la cronaca, la pubblicazione intendo pagarmela, ma non con editori fasulli: ripeto, meglio fare da soli con un tipografo, proprio come diceva MeMyselfAndI (n. 64). La presunzione non c’entra nulla.
Al numero 27 ho letto che molti “come IO sono nell’attesa etc.”. Per carità! E costui ha il coraggio di scrivere un libro. Come Io!Orrore.
Da soli farete ancor meno di quanto possa fare un piccolo editore a pagamento. Questo è certo. Dovete chiedere la partita IVA e chiedere il codice a barre a ISBN. Poi trasmettere tutto al catalogo nazionale e provvedere da soli all’invio (richiesto dalla legge) alle quattro biblioteche (tra cui la Nazionale di Firenze e la Nazionale (Vittorio Emanuele) di Roma. Fatevi i calcoli e spenderete anche di più rivolgendovi a un tipografo. Oggi in Italia vi sono più scrittori (che presumono di essere tali) che lettori. E’ vero che uno scrittore sconosciuto può valere più di una Littizzetto. Ma purtroppo l’editoria è prima di tutto un’azienda. E deve fare posto a personaggi televisivi a cui dovrebbe essere proibito di imbrattare carta. Di essi non rimarrà traccia nel tempo giustiziere. Quando scrivete domandatevi se ciò che avete scritto meriti di rimanere nel tempo o sia solo un’esibizione narcisistica. I grandi editori non leggono più manoscritti inviati da sconosciuti perché gli sconosciuti hanno intasato le loro redazioni. Secondo me o si è all’altezza di Dostoevskij o è meglio non scrivere. Sono un estremista? Certamente. Ma i libri privi di pensiero, che contengono solo racconti e che non inducano a riflettere sul (non) senso della vita sono del tutto inutili. O un libro mi da delle conoscenze (se appartiene alla saggistica)oppure, se è un romanzo, mi deve costringere a riflettere sulla vita. Gli altri sono libri da buttare o da lasciare come ricordo ai familiari se proprio si vuole lasciare una minima traccia di sé. Un racconto deve contenere un pensiero che si affacci ad una concezione della vita. Oggi vanno di modai thriller. Ma soddisfatta la curiosità andando alla fine del libro che cosa resta? Nulla. Faccio un esempio: che coa resterà di Giorgio Faletti? Nulla. E’ uno privo di pensiero.
Siamo alle solite avete tutti ragione e tutti torto. Mi spiego meglio. Per primo dobbiamo intendere quale è il motivo che voglio pubblicare un libro.Se voglio pubblicarlo per puro piacere è giusto che paghi tanto non lo comprerà nessuno. Se invece intendo realizzare un giusto guadagno necessita allora sapere che le prime 10 case editrici italiane vendono il 95% dei libri. Quindi è ovvio a chi devo rivolgermi.Sembra che in italia nel 2011 siano stati stampati ufficialmente oltre 70000 libri dei quali solo 5000 hanno venduto più di 500 copie. Sapete quali sono i 10 libri più venduti nel 2011? Sapete quante copie hanno venduto i primi dieci libri? Sapete quanto spetta all’autore? No,nessuno sa nulla all’infuori della case editrici le quali hanno tutto il diritto di guadagnare per sopravvivere ma lo devono fare con la massima trasparenza e pubblicità. In sostanza se volete soddisfare il vostro ego pagate quei commercianti di illusioni sperando che prima o poi una legge regolamenti l’editoria.