Ho firmato da pochi giorni un contratto con la Aletti Editore per la pubblicazione del mio libro di esordio dal titolo “Circo Barnard”, tratto dall’omonimo racconto.

Per ragioni di spazio il libro non potrà contenere tutti tutto il materiale da me finora prodotto i cui incipit sono visionabili nella sezione racconti di questo sito, ma solamente una selezione. Per l’esattezza verranno pubblicati: Circo Barnard, Alieni blasfemi, Ragazzi-bomba, Metronomica, Metronomica - La rivolta dei Mangianastri, Io voto Mathers e La città dei razzi.

I libro dovrebbe presumibilmente uscire nel prossimo autunno. Ovviamente vi terrò informati su tutte le iniziative promozionale che avranno luogo da settembre in poi.

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Commenti

41 Responses to “Firmato contratto con Aletti editore”

  1. angelo on Maggio 1st, 2008 11:02

    come mai hai optato per Aletti vista la grande gamma di case editrici?
    pubblichi a pagamento?
    scusa la curiosità ma sono in cerca anche io di un editore e sono molto indeciso se optare per la vicinanza o per le proposte.

    ciao, angelo

  2. Paolo Tassotti on Maggio 2nd, 2008 10:31

    ciao Angelo,

    come sempre per quel che concerne le questioni contrattuali ti rispondo in privato.

    Paolo

  3. Alessandra on Maggio 8th, 2008 12:03

    Ciao, anch’io, come esordiente, ho ricevuto una proposta editoriale dalla Aletti per un mio racconto e la sto valutando. Ci si può fidare? Ti hanno dato garanzie di un sostegno concreto per la promozione e l’organizzazione di presentazioni? Grazie.

  4. Paolo Tassotti on Maggio 8th, 2008 12:35

    Ovviamente ci si puo’ fidare (altrimenti non mi sarei fidato io…).
    Posso garantirti la loro massima serieta’.

    Chiaramente non puoi aspettarti il “battage” pubblicitario che avresti da una casa editrice piu’ grande.

    Tutto cio’ ha un costo non indifferente in denaro e ahime’ in Italia di mecenati non ne nascono piu’….

    Per ulteriori delucidazioni non esitare a scrivermi in privato via mail.

    Cmq in bocca al lupo !

  5. alessandro on Maggio 14th, 2008 20:38

    ciao io ho appena pubblicato con Aletti il mio romanzo, ti volevo chiedere se effetivamente sono una buona casa editice o se poi evi fare tutto tu???
    ciao

  6. Paolo Tassotti on Maggio 16th, 2008 11:12

    Diciamo che per una piccola casa editrice le due cose non son cosi poi in contraddizione tra di loro…
    La pubblicità che ti fanno consiste nelle cose sottoscritte nel contratto (e ci mancherebbe altro) ma certamente devi anche metterci del tuo.
    Cmq la distribuzione è nazionale e il libro è acquistabile su Internet il che e’ un buon inizio.
    In ogni caso credo che il buon vecchio “passaparola” sia ancora la formula più valida per farsi pubblicità da parte di chi ancora è sconosciuto, anche se non devi sottovalutare la potenza della rete (mail, forum, chat, myspace, etc..) nel mettere in contatto le persone tra di loro.

    Paolo

  7. Annabell on Giugno 20th, 2008 23:45

    Niente illusioni. La Aletti non è una casa editrice seria, sono solo un gruppo di furboni che hanno trovato il modo di fare soldi facili: sfruttando il sogno di molti….

  8. ksaji on Luglio 13th, 2008 18:40

    annabella, mi fai preoccupare, anchea me hanno fatto una proposta… hai avuto esperienze negative? posso sapere quali? tx

  9. Mattia Albani on Luglio 31st, 2008 10:59

    Ciao.
    Anche io ho ricevuto una proposta dalla Aletti Editore per una mia raccolta di poesie intitolata “L’apnèa dei 22. Rincalzi d’albe e scucite metafore”. Mi è sembrata una casa editrice corretta e professionale. Per lo meno io per ora mi ci trovo bene.
    Volevo sapere solo se secondo te ci credono in quello che pubblicano (se lo leggono) o se mettono sul mercato chiunque…

    Ciao,
    M.A.

  10. Giampiero on Agosto 28th, 2008 15:29

    Sono arrivato a questo sito per caso e mi permetto di intervenire nella discussione su Aletti. Anche io ho pubblicato con Aletti e in tutta onestà quando mi è stata fatta l’offerta mi sono trovato ad analizzare gli stessi dubbi che ho letto qui. Ho preso anche qualche informazione. Bisogna partire dal presupposto che occorre dimenticarsi di scene da film in cui uno sconosciuto arriva al successo con la bacchetta magica: non è realtà, le case editrici sono una marea, adesso ci sono anche le pubblicazioni in rete… E soprattutto gli Editori puntano al profitto, quindi preferiscono il prodotto di un personaggio famoso che non sia scrittore ma che tiri piuttosto che un bravo scrittore sconosciuto che non se lo filerebbe nessuno. Inoltre le piccole case diditrici devono fare i conti con una vera e propria jungla. In questo panorama, Aletti è sicuramente un editore migliore di tanti: dà a degli emeriti sconosciuti una chance ed inoltre ornisce precise garanzie (pubblicità su internet, codice ISBN, diritti d’autore, ecc.)
    Logicamente nessuno fa l’arte per rimetterci anche perchè occorre fare i conti con le proprie possibilità finanziarie. Sapete che Feltrinelli prende il 60% del prezzo di copertina su ogni opera che espone? A questo aggiungete le spese di gestione… quindi se un editore come Aletti chiede l’acquisto di copie (in numero limitato in realtà, rispetto ad altri) lo fa per rientrare degli esborsi, non fallire e soprattutto mantenere la sua linea politica che consente a tanti sconosciuti da continuare ad avere un sogno e perchè no, realizzarlo.
    Poi è ovvio che chi è all’inizio debba promuoversi anche da solo: perchè mai la gente dovrebbe comprare il prodotto di uno sconosciuto se non c’è qualcosa che li invoglia? La pubblicvità su vasta scala è roba per Editori colossi, le spese sono enormi, un piccolo editore non se lo può permettere senza fallire.

  11. rosa on Settembre 22nd, 2008 12:09

    E’ da qualche mese ormai che visito diversi blog dove si tratti il problema dell’editoria attuale.In particolare come -ho scoperto da me-moltissimi autori(o presunti tali)emergenti ,si trovino ad avere proposte editoriali da case editrici a pagamento.Parlo di piccole case editrici naturalmente come :il filo,kimerik,aletti…ed altre .Tutte chiedono una notevole somma di denaro.Io stessa ne ho ricevute gia 4 di proposte a pagamento.E non ho ancora accettato nessuna di tali proposte.La motivazione è duplice.Da una parte ho messo in discussione la mia stessa capacita’ nello scrivere e mi son da subito stupita da risposte positive in breve tempo di tali case.Insomma confrontandomi con altre storie ,la sensazione che ho avuto è stata poco convincente.Troppe persone,troppe storie tutte non dissimili dalla mia.Spesso alcune case hanno la disonesta’ di mettere una sorta di concorso a scadenza,quando in realta’ celano solo una precisa richiesta di soldi per pubblicare,senza realmente aver valutato a fondo la effettiva bellezza e di un racconto o di alcune poesie a loro pervenute.Questo non puo’ non far discutere e riflettere.Non avete anche voi il sentore che tali case pubblichino quasi di tutto per averne un cospicuo guadagno in cambio di poco ?Per carita’ ognuno risulta credibile a se stesso .Ma ho persino letto un articolo dove ad una di tali case qualcuno ,mettendola alla prova,ha inviato stralci di grandi opere mescolate a canzoni di musica leggera.La risultante ,a dispetto della cultura e competenza editoriale di questa csa editrice,è stata l’ennesima proposta edtoriale a pagamento.E’ possibile ? insomma in cosa dimostrerebbe per esempio la Aletti,la sua serieta’?non è che forse stiamo sopravvalutando noi stessi per circa 1000 ,1200 ,2000 euro tolte dalle nostre tasche?Ve lo chiedo ,nsiosa di confrontarmi ancora e riceverne ..nuove (o vecchie )risposte.Grazie Rosa

  12. Barbara on Ottobre 1st, 2008 16:08

    Sono arrivata a questo dibattito per caso e mi permetto di intervenire. Anch’io ho un contratto con la Aletti e anch’io mi sono posta i dubbi che tutti (o quasi) voi vi state ponendo. La proposta di pubblicazione nel mio caso è arrivata a seguito di una selezione a cui ho partecipato. Quello che mi ha fatto ben sperare nel contratto sono stati i riferimenti alle copie che andranno alla biblioteca nazionale di firenze, a quella di castro pretorio e a quella dei beni culturali a Roma. Non mi sembra una cosa da poco!L’acquisto delle copie e il costo è sicuramente minore rispetto a tante altre case. Tra l’altro la distribuzione a livello nazionale e la recensione su Orizzonti(rivista che ho incontrato anche nella mia esperienza universitaria)sono motivi di conforto. Purtroppo dobbiamo metterci in testa che siamo degli sconosciuti e nessuno può permettersi un flop perchè l’editoria costa, per cui le case editrici devono logicamente avere le spalle coperte.

  13. Livchayiah on Ottobre 26th, 2008 21:16

    Ciao, anche io ho ricevuto proposte di pubblicazione da vari editori, tutti mi chiedono il pagamento di un bel numero di copie del mio stesso libro. Li ho scartati tutti,anche se sto ancora valutando l’offerta di Aletti, che sta per scadere, ma ancora non riesco a decidermi. Mi domando:se un editore accetta di pubblicare un’opera, non dovrebbe essere a causa del fatto che la ritiene valida? E se è un vero e bravo editore, allora non dovrebbe già essere in grado di riconoscere il valore di un’opera e quindi anche ipotizzare un certo successo, una certa vendibilità e sapere anche conme fare a portarla eventualmente al successo? Altrimenti non è un editore, ma solo un venditore di libri e c’è una bella differenza. Quelli che fanno pagare per pubblicare qualunque cosa, secondo me non si possono chiamare editori, ma soltanto commercianti che per di più sfruttano le speranze e forse le illusioni di chi spera di essere un bravo scrittore..e forse a volte lo è anche.In ogni caso, anche un venditore investe, sa cosa acquistare per rivenderlo, sa come valorizzare la merce con cui intende avere un guadagno. Quindi chi chiede soldi per pubblicarti un libro, oltre a non essere un editore capace, evidentemente non è neppure un capace venditore, ma solo uno che ti offre un servizio a pagamento e basta. E’ come andare da un sarto, pagare per farsi fare qualche bel un vestito e poi cercare di rivenderseli da soli per tentare almeno di rifarsi delle spese. Se poi ti conoscono come quello che ha tanti bei vestiti, tutto sommato te li sei pagati tu…Sbaglio?

  14. Paolo Tassotti on Ottobre 26th, 2008 21:35

    Il tuo ragionamento non fa una piega, sia dal punto di visto teorico che pratico.
    Come spesso ripeto ad altri che come te mi sollecitano su questo argomento è che la situazione della cultura in Italia è a dir poco raccapricciante il che non muove gli investimenti che sarebbero necessari per dare una smossa alla beneamata industria dell’intrattenimento.
    Cmq non mi voglio ripetere con cose già dette e lascio a voi proseguire questa interessante discussione che vedo ha sempre maggiori “adepti”.

    paolo

  15. peppino fieni on Novembre 5th, 2008 19:53

    ho letto. non ho commenti da fare se non che ho piacere che ci sia così tanta gente a cui piace scrivere. insomma la scritura come terapia, l’editore, chiunque sia, queste cose le sa e fa il suo lavoro certo non gratis. l’importante che ci sia una corrispondenza tra quello che dice e quello che fa.
    le altre sono illusioni forse che non tengono conto che la comunicazione è difficile, il mondo e il mercato sono complessi e affollati.

  16. mari70 on Novembre 10th, 2008 23:13

    ciao a tutti
    anch’io ho ricevuto una proprosta di pubblicazione a compartecipazione di spese e credo che un po’di soldi li dobbiamo anche cacciare per permettere che qualcuno, anche se fra noi scrittori in erba, riesca a leggere le nostre storie. A parte tutto sono felice di aver ricevuta la proposta, perché in un mondo dove va tutto storto qualcuno, anche se in cambio di qualche euro,vuole tentare di credere in te senza dover affogare lui. io ho provato a pubblicare da sola le mie poesie e credetemi fra carte autorizzazioni e stampe ci vuole proprio una fortuna, qui fa tutto la Aletti in cambio del pagamento di 70 copie non mi sembra un latrocinio! Buon lavoro e in bocca al lupo a tutti ciao Mari70

  17. Pachi on Novembre 22nd, 2008 09:19

    SAlve.ho vinto un concorso con Aletti Editore, la cui pubblicazione del libro d’esordio è prevista in questi giorni, dal titolo “TORMENTO” storie di periferie napoletane. Consapevole d’essere uno sconosciuto allo sbaraglio. Ho letto su questo sito con interesse giudizi e considerazioni di quanti in qualche modo hanno pubblicato, o come io sono nell’attesa di prima pubblicazione. Sconosciuto che casualmente con l’intento di partecipare ad un gioco,ha inviato un canovaccio di un testo ad Aletti. la quale dopo 45 giorni decide di proporre la pubblicazione dell’opera, e in allegato invia il contratto d’edizione.
    il sentimento dominante dello sconosciuto e la sensazione di fragilità, è lo specchioin cui si riflette tutta la successione dell’io, la rincorsa tra timori, rischio, paura, dubbio, è questa la cosa più difficile, prendere una decisione, quando manca quella sorte di protezione rituale che fornisce assistenza e sostegno nell’affrontare la linea d’ombra, quello spazio intimo che da sconosciuto rivendica, nel quale ha diritto di cittadinanza dubbia,passione, incertezza. Superato questo spazio deve affrontare pericoli, prendere decisionii importanti, rischiare,avere paura dubitaRE,è questo il momento in cui viene la prova di qualità del carattere, e tutto quanto avuto dal rapporto con gli altri, bagaglio di conoscenze x valorizzare l’elemento formativo della realtà. Ho valutato con attenzione il contratto e i riferimenti in lui contenuti, le copie da distribuire,i costi di presentazione in rete, ho motivo di ritenere che ALETTI credono nelle opere che seleziona, come casa editrice deve logicamente valutare al minimo il rischio di perdite, l’importante è che ci sia rispondenza da quello che dice e quello che fa. considero corretto l’adesione alla firma x male che andrà, attendo con fiducia la pubblicazione, in ogni caso sarà un esperienza. A proposito > autodidatta, cultura di vita vissuta università del marciapiede.
    CORDIALIT° A TUTTI PACHI

  18. mimmo on Gennaio 26th, 2009 20:00

    Tutto quello che avete scritto è umano. anch’io ho avuto una proposta di Aletti, ho accettato , i miei dubbi l’ho accantonati.
    I miei amici francesi hanno un detto un poeta non deve tirare dei soldi, alla fine sono associazioni che non si sa quando pubblicano.
    Che fare ? rischiare . Alla fine hanno pagato Camilleri , Niffoi e tanti altri. L’importante che le copie arrivano poi ci si muove.
    auguri a tutti mi

  19. Ornella on Gennaio 30th, 2009 16:37

    Ho ricevuto proprio oggi una proposta di pubblicazione in seguito alla mia partecipazione al concorso “Selezione opere inedite”, la proposta riguarda il mio primo manoscritto e alcuni racconti che ho scritto in seguito, allegato alla proposta vi era il contratto in duplice copia. La domanda è: posso fidarmi?
    Vorrei raccogliere informazioni su questa casa editrice ma non so da dove cominciare, potresti per cortesia rispondere in privato al mio indirizzo di posta elettronica?
    Ti ringrazio per la gentilezza che vorrai usarmi.
    Ornella

  20. anna maria on Marzo 20th, 2009 19:08

    Io con la Aletti ho solo pubblicato una poesia.
    Da allora mi arrivano continuamente richieste di opere da selezionare…la mia perplessità sta nel fatto che ho partecipato alla selezione, mi hanno scelta e poi mi hanno chiesto di inviare loro l’autorizzazione esclusivamente contenuta nella loro rivista. Ho speso circa 8 euro e poi all’uscita dell’antologia mi hanno chiesto di acquistare la raccolta, ma facoltativamente.
    Ora mi chiedo, noi scriviamo,loro pubblicano le nostre opere, ma i guadagni sono tutti per loro …almeno ci regalassero una copia ricordo, nenche quella, se la vuoi te la devi comprare. Un’altra editrice, addirittura mi ha inviato il contratto per un racconto sempre in antologia e c’era una clausola che mi chiedeva di farmi pubblicità nella mia città…non ho firmato.
    Se io partecipo ad un concorso, perchè non specificano prima quello che dobbiamo adempiere poi?

  21. edn on Aprile 1st, 2009 15:36

    sono l’ennesimo che è stato selezionato e sta per ricevere una proposta da aletti.

    dopo aver letto credo a questo punto che rifiuterò

    e poco importa se le copie di ciò che ho scritto resteranno fogli a4 distribuiti agli amici.

    il codice isbn certo non sposta il peso dell’opera.

    saludos!
    m

  22. dani on Aprile 29th, 2009 19:46

    vi ho letto tutti ed anch’io ho tutte le vostre perplessità. anch’io ho una proposta e devodecidere se firmare il contratto. Ma nessuno ha qualcosa di positivo da dire? nessuno può testimoniare in concreto la sua esperienza oltre che nei dubbi anche in qualche certezza. Insomma c’è qualcuno che ha pubblicato con Aletti ed è in grado di dire qualcosa di veramente buono e concreto. Pubblicano? Distribuiscono bene? Pagano?

  23. Luposolitario on Maggio 18th, 2009 11:17

    Cari compagni di sventure,
    Io non posso che confermare i vostri dubbi e le vostre perplessità. Purtroppo è così, so quasi tutte fregature e ve lo dice uno che ha voluto credere nell’editoria emergente italiana. Io stesso cerco di acquistare libri di autori alle prime occasioni proprio per promuovere quell’angolo buio ma molto qualitativo della cultura italiana in ogni sua forma espressiva.Pubblicai un libro con una casa editrice internazionali italiana ma senza successo, acquistai, come aiuto economico per l’editore, con il mio sangue e sudore, ben 150copie(il contratto prevedeva 1000copie) per carità tutto in regola,ecc(isbn, siae, libro nel catalogo online, ecc) ma io di pubblicità non ne ho vista l’ombra!!(nel contratto era previsto pubblicità nei principali motori di ricerche, come google, virgilio,) Niente!!! Poi alla fine dell’anno contrattuale non ho ricevuto più nessuna risposta! Nemmeno a dirmi “senta signore non si è venduta manco una copia”!!!Poi che fanno se nn vendono 1000copie? Le mettano in magazzino e poi le buttano!Se le vuole il poeta deve comprarsele(certo a prezzo ridotto..però!)
    Parlando invece di Aletti, io stesso sono presente in un paio delle loro infinite antologie tematiche, no? Sti libri io non riesco a trovarli da nessuna parte!Andai alla feltrinelli dove di solito dicono di andare a cercare i loro volumi e la rivista “orizzonti”, ma non c’era niente!! l’addetto a controllato sull’archivio della feltrinelli(firenze) alcuni volumi come “Parole in fuga vol.4″ e “Orizzonti”, ma non ve ne erano la benchè minima traccia!!manco in magazzino! La stessa riuvista non era scaricata da gennaio!!!(siamo a maggio)Il volume 4 dell’antologia “Parole in fuga” nella rete della feltrinelli nazionale si trova solo a NAPOLI!!! a napoli ragazzi..vi rendete conto… auguri a tutti e prosperità.

  24. roberto on Giugno 5th, 2009 00:06

    ciao a tutti

    entro a far parte della schiera degli ALlETTatI dalle proposte editoriali e ad essere sincero dopo aver letto tutto quanto ne so quanto prima.

    ma davvero nessuno ha da raccontare qualcosa di concreto ? sia in positivo che in negativo ?

    trovo tutto questo sconcertante :(

  25. ali71 on Luglio 16th, 2009 07:48

    beh, ci sono anch’io.Ovviamente credo che nessuno faccia niente per niente, è chiaro che non trattandosi di Coelho…nessuno se la sente di buttare soldi su pizza e fichi,non perchè noi emergenti non siamo bravi, ma solo perchè la gente preferisce spendere 2,50 per noleggiare un dvd, piuttosto che 12,00 euro per un libro.Io stessa quando ho comprato Brida ho pensato:”Cacchio però quanto costa!” ed era Coelho…però io nel 2002 ho pubblicato compartecipando , un romanzo con una casettina editrice.Ora ha chiuso, ma per 6 anni mi ha inviato assegni ed ancora adesso le librerie mi chiedono se sto per pubblicare altro.Quindi direi che il migliore investitore di noi stessi siamo noi stessi, e se nemmeno noi crediamo nelle ns capacità al punto di comprare 70 copie e piazzarle nella libreria sotto casa, perchè una Mondadori dovrebbe leggerci e dire:”Uhao!ti pubblico perchè mi piace proprio come scrivi!”La gavetta si fa sempre, si fa in qualsiasi lavoro.Ho fatto 9 anni di teatro e non essendo la Bellucci,ho fatto migliaia di provini,investendo in dizione e palestra.Ma ho lavorato e ancora calco le scene.Perciò fosse solo per soddisfazione mia, direi che ne vale la pena.E poi, c’è gente che 1000 euro li butta per comprare un cane che potrebbe adottare, chi per un paio di Prada,chi per una settimana a Fregene,chi per l’abbinamento alla palestra,io li “butto” o meglio li investo nei miei sogni,nella mia palestra mentale, nella vacanza del mio spirito…mi regalo la gioia di essere riconosciuta dalla gente come autrice di questo e quello (E vi giuro che capita spessissimo!)Mi amo tanto e valgo un auto-regalo da mille euro,visto che tutti gli altri soldi vanno in casa,figli, cane,macchina e tasse varie!e poi se non va avanti…chi se ne frega!Baci a tutti e mi raccomando: “Godetevi l’estate!!!

  26. Francesco on Agosto 23rd, 2009 10:53

    anche a me circa un mese fa la aletti ha fatto una proposta di pubblicazione, chiedendomi di acquistare ben 90 copie, e sinceramente non so cosa farò, io spero con tutto me stesso di riuscire a pubblicare una mia opera e che la gente la legga e la trovi interessante, stimolante, o per lo meno un pò originale, però visto che non lavoro e che i miei non mi daranno una cifra simile dopo quello che hanno speso per l’università dovrei utilizzare i miei pochi risparmi, quindi penso che declinerò l’offerta, anche se sono un pò incerto, perchè ho paura che in futuro non mi capiteranno mai più occasioni del genere, non importa, vorrà dire che la mia opera resterà comoda nel suo cassetto, almeno finchè non riceverò una proposta seria di un editore che voglia investire su di me, e non che debba farlo io a mie spese, un gran saluto a tutti da Frank, ciao e buone vacanze!

  27. enrico on Settembre 11th, 2009 13:34

    idem come sopra.
    io credo che in generale gli editori come Aletti leggano (quanto velocemente e quando approfonditamente non si sa) ciò che gli si manda esclusivamente per scremare il leggibile dall’illeggibile; un pò come per le date di scadenza: ciò che non si può mangiare lo si butta, ciò che scade domani è ancora commestibile.
    di contro c’è da dire che nei forum e nei blog ovviamente trovo solo post di gente cui una proposta è stata fatta e quindi mi viene da chiedermi “scrivono tutti quelli che hanno inviato un’opera alla Aletti, e quindi TUTTI sono pubblicabili e quindi grossapresaperilculo, o c’è al mondo qualcuno che pur avendo inviato un manoscritto non ha ricevuto risposte positive?
    ce ne fosse anche solo uno, qualcuno che ci dicesse “a me non hanno proposto nulla!” ci sentiremmo tutti un pò più sereni…
    ma non potendo contarci tocca fare solo due conti nelle proprie tasche. anche io aspetto con ansia il giorno in cui Feltrinelli o Einaudi mi telefoneranno chiedendomi un incontro in sede, ma per ora penso che, un pò per la smania di vedermi “stampato” e un pò per un senso di giustizia verso ciò che faccio, che merita secondo me almeno una possibilità, il compromesso “stampa a pagamento” non sia proprio da buttare. hai le copie, hai la fotta, hai la fantasia per curarti di te stesso, quindi non vedo perché non sfruttare (nei singoli limiti) un marchio che alemno in 2 librerie su un milione ti butta. ho ricevuto altr eproposte per lo stesso testo e penso che la miglliore, a livello contrattuale intendo, fosse quella de Il Filo. ho parlato con la collaboratrice che ai tempi aveva letto il mio testo e posso garantirVi che lo aveva letto eccome… lo conosceva in modo approfondito e ne abbiamo discusso per parecchio tempo al telefono. Non fosse stato per il discorso CASH avrei accettato, ma ho altre priorità nella vita ed i soldi servono a quello, altrimenti non starei qui a leggerVi in pausa pranzo ;-P
    Aletti non mi darà ciò che i miei sogni vorrebbero che avessi, ma sicuramente mi farà toccare con mano qualcosa che ho sempre sognato di toccare. E per la diffusione…bhe, la fantasia per scrivere ce l’ho, qualcosa per spingermi il libro la troverò.
    E’ la vita ragazzi, ci riempiono di sogni…

    enrico

  28. Non solo io on Settembre 14th, 2009 12:32

    ebbi alcune proposte circa dieci o undici anni fa da peseudo editori (conosciuti in campo nazionale, ma accorti truffatori, nel senso che pubblicano di tutto)uno era di Milano (critica ottima) offerta di pubblicazione al costo contenuto di cinquemilioni(Lit), l’altro della Romagna con partecipazione regionale. Richiese 10 milioni. Capita l’antifona ho girato al largo. Dopo dieci anni, due anni fa ho finalmente pubblicato un libro di poesie al costo di mille Euro. Proposta più equa che ho accettato solo per lasciare una traccia dei miei scritti, incoraggiato da un professore universitario. L’editore ha curato la distribuzione del libro rendicontato e verificato di persona presso le librerie indicatemi da lui nel seguente modo. 7 distribuiti: uno presso la più antica e centrale libreria della città, tre presso una libreria di livello nazionale e due nel paese in cui ha la sede il trasportatore dei colli che mi ha consegnato le 150 copie a me dovute per contratto. Vendite tramite l’editore, forse un paio; per conto mio distribuendole presso le librerie della mia città:n.10. Dopo due anni mi chiede se voglio acquistare 50 copie che deve mandare al macero per esigenze di magazzino (sig)al costo di poco meno della metà cadauno rispetto al prezzo di copertina. Gli ho risposto di essere disponibile all’accollo solo delle spese di trasporto provocando le spiegazioni della direzione in merito al fatto che si tratava solo di un surplus che veniva eliminato e sollevando ragioni fiscali (a cui credo fino a un certo punto). Conclusione:se avete voglia di pubblicare e non siete nessuno nè in politica nè nella imprenditoria o nell’ambiente universitario e para ( se proprio non contate niente) fatelo in proprio, con cinquecento euro ve la cavate.Tutti coloro che hanno avuto fortuna ci hanno saputo fare con le proprie amicizie altrimenti se lo sognavano che qualcuno avesse voluto rischiare per loro.

  29. Massimo on Settembre 27th, 2009 17:23

    Salve a tutti!!!

    Cominciamo a regalare POESIA, facciamoci conoscere più in profondità dagli amici, dai familiari,da tutti quelli che amano la creatività.
    Il costo dei libri in cui crediamo a prescindere
    dal giudizio positivo o negativo della critica,
    è sempre largamente compensato dalla verità che
    scopriamo ogni volta dentro di noi.
    Quando si ama la vita, il miglior dono resta sempre il libro che noi siamo. Massimo.

  30. debora de lorenzi on Gennaio 2nd, 2010 20:08

    Ciao,
    io ho pubblicato a ottobre con statale 11. Mi è costato 2000,00 €. Mio marito ci teneva forse più di me che pubblicassi…così ho accettato. Il libro ha venduto ben 800 copie in 20 gg. E’ sistribuito in una manciata di librerie della lombardia e credevo su internet! Già credevo… perchè con il passaparola e facebook, mi è giunta voce che dopo averlo ordinato dai vari siti web (webster-libreriauniversitaria-ibs) il libro risulta irreperibile! Quindi? Si sono intascati i miei soldi e non spendono un centesimo neppure per stampare! Ho anche una proposta editoriale della Aletti, e una anche dell’Albatros il Filo, Un romanzo nuovo pronto… Ora sto cercando un’agenzia letteraria! Il Libro di cui sto parlando è “Maledetto Libero Arbitrio”.

    Debora

  31. Lillo_86 on Gennaio 30th, 2010 23:44

    Mi aggiungo alla schiera di coloro che hanno ricevuto una proposta editoriale dalle Aletti. Ho 24 anni e lavoro più di quanto vorrei per mettermi un pò di soldi da parte per il futuro, però penso che spenderò i miei 1521 euro per farmi pubblicare. Lo farò perché ciò che ho scritto a me piace e voglio poter regalare la mia opera ai miei amici. Lo farò perché voglio buttarmi in questo gioco chiamato “Cerchiamo di farci più pubblicità possibile e far leggere ciò che abbiamo scritto a più persone che possiamo.” Penso che lo farò per poter dire “Io ci ho credoto e ci ho provato”. E poi…cavolo, dopo due anni passati a scrivere…sarò scemo, ma sono disposto a spendere quella cifra nella speranza che un pirla qualunque, prima o poi, anke solo un’amico di qualke mio amico, mi scriva via e-mail dicendomi “Ho letto il tuo libro e mi è piaciuto molto!”.

  32. Marco on Gennaio 31st, 2010 12:51

    IO HO EDITATO CON STATALE11 LO SCORSO AGOSTO. AD OGGI DEVO AMMETTERE CHE E’ STATO UN VERO E PROPRIO DISASTRO. PER LA MIA ESPERIENZA QUESTA CASA EDITRICE (STATALE11) E’ ASSOLUTAMENTE DA EVITARE, SCONSIGLIATISSIMA. SE NON VOLETE BUTTARE SOLDI, LASCIATE PERDERE.
    RINNOVO DI CUORE IL CONSIGLIO DI NON METTERSI NELLE MANI SI STATALE11 PERCHE’ VE NE PENTIRESTE.
    marco

  33. Dedalo on Febbraio 16th, 2010 17:19

    Anch’io ho pubblicato con statale 11. Il mio libro è reperibile senza problmei in internet (l’hanno comprato miei amici di roma e napoli in libreria on line) e in diverse librerie della mia zona. Sono di torino.
    In linea generale mi sono trovato bene anche se devo stressare un pò l’ufficio stampa per fare le presentazioni, soprattutto fuori torino.

    Per il resto tutto ok.
    Ho già mandato il secondo manoscritto e credo che lo pubblicherò con loro.

  34. debora de lorenzi on Febbraio 19th, 2010 10:43

    riprendo il post n. 30. Le cose non sono sempre così nere come sembrano, ed il mio libro “Maledetto Libero Arbitrio” in efetti ora è tranquillamente reperibile sul web. Tutto un disguido tecnico.
    I tempi di consegna, sono certo discutibili, ma la serietà della casa editrice non è in discussione. Debora

  35. Kemper Boyd on Marzo 7th, 2010 02:35

    Salve,
    anch’io ho ricevuto una proposta dalla Statale11. Spero che non facciano proposte a tutti, con l’idea che una parte vi rinunci e una parte accetti.. almeno un minimo di valutazione inziale :_). Ho letto pareri contrastanti sulla casa, al di là del contributo che ti chiedono. Ad esempio il libro è reperibile nelle librerie o in quanto a distribuzione difettato? Mi interessa particolarmente il giudizio del ragazzo di Torino, visto che anch’io sono di Torino.
    Grazie
    Ciao

  36. ivano on Aprile 29th, 2010 12:33

    ragazzi, io sono al mio quinto romanzo. ho pubblicato i miei primidue con case editrici a pagamento, e vi dico che non ne vale la pena. tutte belle promesse, ma che in realtà si nasconde solo il desiderio di soldi. se siete sicuri della vostra opera, inviatela ad una grande casa editrice, e state tranquilli che se la vostra opera e valida, allora avrete raggiunto il vostro scopo.

  37. stefania on Maggio 20th, 2010 12:42

    Salve non so se questa discussione sia ancora operativa ma comunque provo ad avere delle informazioni. Anche io ho ricevuto una proposta editoriale dalla aletti editore e più che sapere se mi devo fidare, vorrei sapere se vale la pena investire il mio sogno con loro. Non ho mai firmato un contratto editoriale prima d’ora e non so davvero come le altre case editrici si comportino in materia. Se potete darmi qualsiasi tipo di supporto anche solo morale è ben gradito.

  38. paola larese gortigo on Giugno 4th, 2010 14:47

    Cari ragazzi, mi sembrate tutti tanto giovani e pieni di grandi speranze per il vostro futuro di scrittori. Da questo punto di vista mi sento avvantaggiata perchè io sono un’esordiente decisamente VECCHIA quindi sto prendendo quest’esperienza con la giusta dose di senile saggezza, uno sfizio nell’ ultimo scorcio di vita.Con STATALE 11 finora le cose stanno andando nel verso giusto. Ho mandato un racconto e mi hanno risposto chiedendomene almeno altri 2 prima di potere giudicare, poi mi hanno mandato l’offerta di pubblicazione e ho firmato il contratto, anch’io ho pagato quasi 2000 euro.L’editor esiste e come! tanto che ho avuto da esprimere delle rimostranze sulle correzioni, ritenendole obsolete e eccessivamente “ortodosse”, come se Joyce e Saramago non fossero mai esistiti.Adesso sono su internet, chi fosse incuriosito mi trova con “paola larese gortigo 7 storie”. Cosa succederà adesso? Non lo so!!!Ripeto, la mia età(70 suonati) mi tiene al riparo da possibilissime delusioni rispetto a voi giovani.
    Tanti auguri a voi tutti! Paola

  39. alessandro on Giugno 6th, 2010 13:20

    Una risposta ad Ivano e Stefania. Sono un docente di liceo di 50 anni, e insegno chimica - tra volontariato, ripetizioni, scuole private, diplomifici e poi “di ruolo” - da 32. Ho sviluppato un metodo ottimo per l’insegnamento della chimica, a partire dalla Tavola Periodica, sperimentato in classe con ottimi risultati. Lo ho proposto ad un editore, che acconsentì a pubblicarlo accollandosi le spese. Fu presentato ad uno dei più importanti distributori di libri scolastici nella Toscana settentrionale - per carità di patria taccio il nome - che lo sfogliò letteralmente in un minuto e mezzo e pontificò “questo libro non va!”. Risultato l’unica copia rimasta - le altre sono finite al macero - è in casa mia… Lo utilizzo per fare degli esercizi per i miei alunni, ne sono entusiasti.
    E’ rarissimo che uno scrittore emergente appartenente alla galassia degli “illustri sconosciuti” come me - i miei studenti sono comunque bravissimi in chimica! - possa emozionare a tal punto Feltrinelli o Einaudi da ricevere un contratto a costo zero.
    Per questo credo che se uno vuole scrivere qualcosa lo deve fare, costi quello che costi. Per il manoscritto - di narrativa - che intendo pubblicare almeno Aletti mi ha proposto una cifra molto allettante, rispetto ad altri editori. Male male… mi rimarrà una copia nella mia libreria, a far compagnia ad “H2O: lezione di chimica”.

  40. Bruno Muntoni on Giugno 7th, 2010 22:42

    Vorrei dire la mia sul tema
    “Editori e contributi editoriali”
    Ciò che segue è stato da me inviato come replica a un editore disposto a pubblicare un mio romanzo con un mio contributo alle spese editoriali.

    Vi sono diversi Editori che ad autori (esordienti o poco noti) che hanno inviato un loro manoscritto per un accordo editoriale, propongono la pubblicazione dietro il versamento di un contributo alle spese.
    Tale proposta, al di là dell’aspetto morale, mi suscita delle perplessità sulla configurazione della forma contrattuale.
    In primo luogo, per poter valutare la consistenza percentuale di un eventuale contributo occorre documentare le spese che l’Editore sostiene direttamente e indirettamente per la pubblicazione dell’opera. Cosa che comporterebbe aver accesso alla sua contabilità. E non vedo in che modo e a che titolo ciò potrebbe avvenire. Altrimenti, d’altra parte, il contributo apparirebbe come una sorta di elargizione liberale, che francamente non ha senso in una trattativa d’affari.
    E ciò conduce alla forma che dovrebbe avere un tale accordo. Infatti, in una attività imprenditoriale non mi risulta che esistano casi nei quali si associ, temporaneamente e su una particolare iniziativa, un soggetto esterno che partecipi alle spese e non agli utili derivanti dalla iniziativa. E non si dica che in questo caso gli utili per il soggetto esterno sono i diritti d’autore, perché per l’editore questi sono spese, e vanno quindi esclusi dagli utili dell’iniziativa, dai quali si ricava la quota spettante all’associato.
    Non vedo, inoltre, perché in un accordo associativo debbano considerarsi solo le spese sostenute da una sola delle parti. Ciò perché quando un’opera della creatività o dell’ingegno diventa prodotto commerciale, in essa vanno considerati anche i costi che l’altra parte ha sostenuto per crearla.
    Come si vede, tale tipo di proposta, esaminata nel dettaglio, presenta delle difficoltà notevoli per concretizzare e rendere operativo un accordo (sempre che ci sia da parte dell’editore la volontà di discuterlo sui termini ora espressi).
    Infine hanno scarso rilievo le allettanti iniziative commerciali che talvolta l’editore prospetta come offerta, quali diffusione nazionale, presenza alle fiere, recensioni su web, accuratezza nella veste editoriale e nella copertina; tutte iniziative che comunque un imprenditore editoriale prenderebbe per restare in concorrenza sul mercato. In ogni caso sono iniziative difficilmente verificabili, vuoi nella consistenza vuoi nella qualità e assumono perciò più che altro la funzione di esca che cela la presenza di un acuminato amo.

  41. Valentina on Giugno 10th, 2010 15:10

    Sono d’accordo. Basta leggere “Il pendolo di Foucault”,Capitolo 5 Geburah, paragrafo 39 “Cavaliere dei planisferi”.
    Il sig. Garamond, propretario della casa editrice Manuzio APS (APS è l’acronimo di Autore a Proprie Spese)ha un metodo infallibile per attirare Autori in cerca di notorietà. Se c’è qualcuno ancora esitante se accettare o no di pagare spese di edizione o acquistare copie stampate del suo manoscritto,la lettura del paragrafo 39 sarà per lui l’quivalente del modo per smettere di fumare per un fumatore.

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