Come già saprete, oltre alla produzione musicale, scrivo anche alcuni racconti brevi. Desideroso di realizzare questo mio progetto parallelo ho inviato il mio manoscritto a diverse case editrici.
La prima ad avermi risposto è stata la Medimond di Bologna (Menduzzi Editore) che ha una sezione interamente dedicata alle opere prime di giovani autori emergenti, la GME. Ho preso appuntamento con la Sig.ra Magnani nel primo pomeriggio del venerdì.
Arrivato alla stazione di Bologna attorno alle 13:00 ho avuto appena il tempo di dare un fugace sguardo alla lapide commemorativa della terribile strage del 2 agosto 1980, prima di entrare (molto più prosaicamente) in uno dei ristoranti di fronte la stazione per gustare le succulente specialità locali.
La sede della Medimond si trova in via Maserati 5 nella zona industriale, appena dieci minuti in taxi. Gentilmente accolto nella sala d’attesa la mia attenzione è stata subito focalizzata dalla mole di pubblicazioni scientifiche esposte nella libreria alla mia destra. Il main brand della Medimond è infatti costituito dai proceedings di varie conferenze internazionali con special riguardo alla Medicina e Chirurgia.
Dopo pochi minuti di attesa vengo accompagnato nello studio della Sig.ra Magnani con cui subito si instaura un simpatico feeling intellettuale. Mi ha fatto immediatamente capire di essere stata molto colpita dalla mia opera. Subito vengo a sapere della complicata procedura di selezione a cui è stato sottoposto il mio manoscritto, essendo stato vagliato in doppia lettura da diversi collaboratori della Medimond quali professori universitari in facoltà di Lettere e Filosofia.
- Dunque se sono arrivato fin qua sono già a buon punto - , penso tra me e me.
Subito però arriva il risvolto della medaglia.
Innanzitutto la Sig.ra Magnani mi fa notare rimarcandolo più volte che la mia opera non è certamente di tipo popolare nè tantomeno commerciale, ma si presenta indubbiamente come un prodotto di nicchia eventualmente destinato ad una ristretta cerchia di appassionati, intelettuali, critici letterari, etc. Ma di questo già ne ero cosciente fin dall’inizio, la cosa non mi ha stupito più di tanto.
La nota più dolente riguarda infatti la formula del contratto di edizione che mi è stato proposto. In piena franchezza e sincerità la Sig.ra Magnani ha subito chiarito che per un opera prima è previsto un cospicuo investimento economico anche da parte dell’autore che deve coprire finanziariamente un certo numero di copie iniziali.
In più, ammesso e non concesso che si abbia a disposizione la cifra stabilita (non mi sembra questa la sede adatta per entrare nei dettagli) la prospettiva di guadagno risulta pressochè nulla. Un obiettivo considerato un successo sarebbe quello di rientrare completamente delle spese affrontate.
In soldoni un’opera prima risulta per un giovane autore un specie di investimento in sicura perdita, fatto di per sè assai scoraggiante.
Questo mi fa riflettere sullo stato attuale della cultura in Italia. Si legge poco, si dice spesso, e questo è purtroppo vero. Quel poco che si legge è di qualità scadente, e anche questo è tristemente vero se si pensa ad alcuni best-sellers commerciali dell’ultimo periodo (non faccio nomi per educazione).
Poi c’è il mercato dei grandi classici a cui si rivolge una più o meno vasta platea di appassionati e curiosi i quali, in ogni caso, preferisco buttarsi sul piuttosto che rischiare la fregatura acquistando opere di nuovi autori.
Emergere è certamente difficile, questo si sa. Tantomeno con un’opera del tutto non convenzionale come la mia. Non è sufficiente il talento ma sono necessarie una forte dose di determinazione e fortuna.
Faccio un appello a tutti i gentili lettori di questo blog: cerchiamo di convogliare questo senso di frustazione per lo status quo in un movimento che faccia pressione uulle autorità preposte alla promozione e sostentamento della cultura nel nostra paese allorché provvedano a non far morire i nostri sogni.
Le grandi opere intellettuali sono tutto ciò che ci resta del passato, il resto è solo polvere. Facciamo in modo che in futuro resti qualcosa di noi.

Roma come la vedo io… eterna, caotica e papalina. PS: ma a che servono le domeniche a piedi ?

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I pensieri nervosi di un uomo imprigionato nel traffico di una moderna metropoli. Riuscirà a raggiungere Claudia ?

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